Panchina Roma, è corsa a 5: i profili

Panchina Roma, è corsa a 5: i profili

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Parallelamente al campo, alla lotta per la Champions o per un altro piazzamento nelle coppe in vista della prossima stagione e all’attesa per il primo dei big match che attendono i giallorosso da qui a fine anno, si continua a discutere, parlare in ogni angolo della città, sui social e ovviamente in radio, del futuro allenatore della Roma.

Un ‘Mr X’ sul quale si rincorrono voci, indiscrezioni, presunte conferme a cui seguono sonore smentite, tra liste certe pre e post intervento di Ranieri in conferenza stampa che alcuni indizi li ha dati.

Tanto per cominciare la tempistica: “Sarà Friedkin a decidere e comunicarlo, sapete come è fatto il presidente”… della serie: potrebbe essere domani o tra una settimana, piuttosto che tra un mese.

Ma ‘radio mercato’ è concorde su un aspetto, neanche troppo relativo: la Roma l’allenatore lo ha scelto o l’avrebbe scelto, riducendo la lista dei candidati, ascoltando diversi profili nel corso delle scorse settimane.

Fosse così, verrebbe meno l’interesse o quasi per scoprire chi sarà il prescelto, tranne la spasmodica attesa dei tifosi, che non vorrebbe ricevere brutte sorprese.

Allo stato attuale per tutta una serie di ragionamenti, contatti, formali o informali, nomi depennati ufficialmente dallo stesso Ranieri in qualità di frontman della società, sembra essersi ridotta a 4 la lista dei potenziali candidati, che tali oggi non possono esser più perchè ad Aprile è improbabile che la Roma non abbia già approfondito con i reali obiettivi dinamiche di mercato, strategie e prospettive economiche, rendendo a Friedkin una lista chiara di ‘consigli’.

Stefano Pioli, Massimiliano Allegri, Roberto Mancini, Vincenzo Italiano e Maurizio Sarri. Quasi certamente tra questi cinque nomi c’è il prescelto a guidare la Roma almeno nel prossimo triennio.

Italiani, esperti e che condividono tutti un aspetto tattico: amano giocare con la difesa a 4. Un sistema che nel paradosso di una Roma da anni schierata di partenza a tre (ma in maniera forzata), consentirebbe di lavorare con più lucidità e in maniera più mirata sul mercato rispetto all’impostazione ‘tipicamente’ Gasperiniana.

La scelta e il conseguente annuncio non dipenderà dal piazzamento in classifica, perchè in ogni caso si tratterà dell’inizio di un percorso di ricostruzione, ma non dalle macerie tecniche come era presumibile immaginare qualora fosse rimasto Juric e non fosse tornato Ranieri.