
Divieto trasferta, scontro nel Governo. Abodi e Salvini vs Piantedosi: “Provvedimento ingiusto”
Tifosi
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Il provvedimento del Viminale, firmato da Piantedosi, sul divieto di trasferta fino al termine della stagione per i tifosi di Roma e Fiorentina, a seguito degli scontri avvenuti sull’A1 domenica scorsa, ha generato reazioni di varia natura.
Non solo a livello social, tra gli stessi sostenitori giallorossi e viola, ma anche a livello istituzionale.
In primis Salvini che ai microfoni de la Gazzetta dello Sport, questa mattina ha affermato: «Io sono sempre d’accordo con Piantedosi. Da tifoso che ha avuto per diversi anni la tessera del secondo anello blu della Curva Sud del Milan, non sono però mai a favore di interventi punitivi di gruppo a fronte di crimini dei singoli. Questo vale per le curve del Milan e dell’Inter che erano ahimè utilizzate come copertura da criminali, spacciatori, accoltellatori e assassini. Questo non vuoi dite aprire un dibattito con l’amico Piantedosi, questori ecc, se ci sono 5-10-15-130 imbecilli o peggio criminali, è giusto che non vedano più una partita, ma vietare la passione o chiudere gli stadi o le trasferte a migliaia di persone perbene secondo me non è una soluzione».
Dello stesso avviso anche Abodi, Ministro dello Sport, che ha dichiarato ai microfoni de il Quotidiano Sportivo: «La premessa – dice Abodi – è intanto il rispetto assoluto nei confronti di Piantedosi e delle forze dell’ordine. Capisco le ragioni di una posizione drastica, ma resto dell’idea che chi sbaglia debba pagare. Non possono pagare tutti. Il quadro si è modificato e ser-ve un sistema di sicurezza che non presidi solo stadi, ma anche autogrill, autostrade, stazioni, rendendo tutto più difficile»



