
Valentini a RS: “Mondiale? Tristezza sul piano sportivo e politico. Mancini merita di rilanciarsi con l’Italia”
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Antonello Valentini, ex direttore generale della nazionale italiana e addetto stampa, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport.
C’è una tristezza infinita con ragazzi di 13-14 anni che non hanno mai visto l’Italia al Mondiale… Sportivamente è un disastro. Anche sul piano politico è tristissimo con tante vicende controverse… Questa formula inventata da Infantino avrebbe dovuto consegnare 2 posti in più all’Europa che è il cuore del calcio invece il numero di partecipanti è rimasto lo stesso e si è esteso questo diritto ad altri Paesi. Questo è un ulteriore rammarico.
Da dove si riparte?
Dalle elezioni del nuovo presidente di federazione poi serve un patto tra le varie componenti. Ho ascoltato polemiche sul fatto che Baldini abbia convocato praticamente l’Under 21 ma in realtà andrebbe ringraziato. In Italia i talenti ci sono, non c’è coraggio nel farli giocare: la vittoria dell’Under 17 ne è la dimostrazione. Aggiungo che non ci può essere alcun regolamento autoritario della federazione che imponga di far giocare italiani per la Nazionale. Occorre soprattutto per la Serie B e C agire gli incentivi. In Serie A ci sono altri parametri per cui bisogna tornare a investire sui vivai. Nel 2010 con Abete abbiamo fondato il Club Italia affidandolo a Sacchi e Viscidi, che ha fatto un gran lavoro ma non basta il supporto della federazione, c’è bisogno di coraggio per far emergere i ragazzi giovani.
Mondiale a cui sei più legato? Ho avuto il privilegio di farne 7 più 6 Europei. Nel 1990 avremmo meritato di vincere, invece, sappiamo come andò… Nel 94′ grazie a Sacchi ho perso 5 anni di vita (ride ndr) e abbiamo perso ai ai rigori con il Brasile. Il ricordo più felice è la vittoria di Berlino nel 2006 con Lippi che seppe cementare la squadra con tanti problemi in piena calciopoli con chi voleva sostituire il ct, Cannavaro da capitano e chi l’avrebbe voluto estromettere la Nazionale dal Mondiale.
Mancini ct? Con Malagò mi aspetto Mancini ct. Voglio spezzare una lancia a suo favore: l’ho conosciuto all’europeo nel 1988, ha sbagliato le modalità con cui ha lasciato la Nazionale ma a sua discolpa lui racconta che oltre ai soldi dell’Arabia ha inciso anche che la federazione, a sua insaputa, gli aveva cambiato gli staff delle giovanili che avrebbe dovuto coordinare. Mancini ha il diritto di rilanciarsi, ha portato anche un europeo: ha una predilezione con i giovani, e le carte in regola per avere un’altra occasione.
Bari? Preferisco non parlarne… Non può essere la succursale del Napoli. Non aggiungo altro…


