
Roma, no alle svendite: la società può chiudere senza cessioni eccellenti il bilancio
News
Condividi l'articolo
La Roma può chiudere senza cessioni eccellenti questa prima parte del mercato, entro il 30 giugno.
I Friedkin non hanno intenzione di depauperare il gruppo portante della Roma, sacrificandolo sull’altare dell’UEFA. E’ ciò che emerge con forza dalla società in merito al tentativo di alcuni club di approfittare della necessità giallorossa di fare delle plusvalenze.
La linea della società è chiara: il bilancio può essere chiuso senza dover sacrificare alcun big, per poi affrontare a novembre la revisione dei conti davanti all’UEFA. Una posizione maturata anche alla luce delle offerte finora ricevute, giudicate insufficienti sia dall’Italia che dall’estero. Per questo motivo D’Amico ha alzato un muro contro qualsiasi ipotesi di svendita: non ci saranno cessioni a prezzi di saldo.
La Roma prenderà in considerazione soltanto offerte davvero irrinunciabili. In caso contrario, nessun giocatore verrà ceduto, forte della convinzione di poter presentarsi davanti all’UEFA con circa 13 milioni di euro di plusvalenze già realizzate, una riduzione dei costi di gestione, un incremento dei ricavi derivanti dai diritti televisivi esteri e le situazioni legate a Bove e Calafiori.
Il club mette in conto una multa e, nella peggiore delle ipotesi, una riduzione della lista dei giocatori iscrivibili alle competizioni europee nella stagione successiva, evitando così sanzioni più pesanti. La priorità della Roma resta quella di preservare l’ossatura della squadra, anche a costo di accettare il rischio di una sanzione.


