
Caos Arbitri, l’inchiesta della Procura di Milano iniziata da oltre un anno
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L’inchiesta della Procura di Milano per concorso in frode sportiva, che al momento coinvolge Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, sarebbe iniziata oltre un anno fa, quindi prima e indipendentemente dalla denuncia di Domenico Rocca contro i vertici dell’AIA.
Questo fa pensare che l’inchiesta sia aperta da almeno 13 mesi, considerando anche la sospensione feriale estiva, e quindi già prima del presunto incontro del 2 aprile 2025 a San Siro durante Inter-Milan di Coppa Italia. Secondo i pm, Rocchi avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno del 23 aprile, così da evitare che l’arbitro, ritenuto “poco gradito”, potesse poi dirigere l’eventuale finale di Coppa Italia o altre gare di Serie A di maggiore interesse per l’Inter.
Si ipotizza inoltre che gli investigatori possano disporre non solo di testimonianze ma anche di intercettazioni, rese possibili dall’inasprimento della pena per frode sportiva introdotto nel 2014, che ha portato la pena massima da due a sei anni.
Rocchi e Gervasoni saranno ascoltati il 30 aprile da pm e Guardia di Finanza, ma potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere. Il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, ha sottolineato come le contestazioni siano ancora molto generiche e prive di dettagli sui presunti concorrenti nel reato.
Tra i nomi emersi c’è anche quello dell’arbitro Luigi Nasca, già convocato in passato e presente al VAR di Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, gara segnata dalle polemiche per la mancata revisione sulla gomitata di Bastoni a Duda. Tuttavia, questo episodio non compare negli atti notificati a Rocchi, per cui si ipotizza che Nasca possa essere coinvolto invece nell’altro filone che riguarda Gervasoni, legato al rigore contestato in Salernitana-Modena di Serie B dell’8 marzo 2025.
La sensazione è che la Procura non abbia ancora svelato tutti gli elementi e che l’inchiesta possa presto allargarsi.


