Esclusiva RS – Stramaccioni: “Conobbi Gasp a Crotone, era una furia. Porta mentalità vincente in tutti i club dove lavora” – AUDIO

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Doppio ex di Roma e Inter, Andrea Stramaccioni, è intervenuto nel pomeriggio ai microfoni di Retesport:

“Ho conosciuto direttamente Gasperini quando era a Crotone.

Eravamo entrambi molto giovani, lui era arrivato dalla Primavera della Juventus, la formazione calabrese era una sorta di succursale dei bianconeri e lì mandavano diversi giocatori giovani. Crotone vinse il campionato di C anche con Juric in campo. Io ero giovanissimo e il Crotone arrivando in B decise di fare una Primavera prendendo giovani anche in altri parti d’Italia e ho iniziato da lì”.

Per motivazione prettamente personale, dopo il Qatar dopo 10 anni di estero con la mia famiglia, ho deciso di fermarmi con la carriera da allenatore, da Praga ad Atene, quattro figli nati a destra e sinistra, avevo promesso a mia moglie che ci saremmo fermati. Una scelta personale mia e ho intrapreso poi successivamente quest’altra carriera da commentatore televisivo”.

Gasperini era già così da giovane tecnico?
“Era una furia, io non lo conoscevo personalmente, iniziavo a lavorare per l’allenatore della prima squadra, andavo a seguire gli avversari. 3-4-3, era una furia, un calcio ultra offensivo. Questo modulo qui nelle categorie inferiori è ancora più devastante, perchè trovi meno individualità forti nelle avversarie, è un sistema dominante. Ha avuto un’ascesa verticale, è arrivato in B col Crotone, ho assistito e compreso la sua mentalità. Lui faceva questa battaglia di mentalità anche con i dirigenti e il presidente del Crotone, che non si poteva andare a giocare in Campania in pullman con 4 ore di viaggio, ma in aereo, preferiva comprare un giocatore in meno per migliorare la mentalità, una parola che racchiude tanti valori”.

E’ migliorato o peggiorato in questa chiave che descrivi?
“E’ peggiorato positivamente (ride ndr). E’ un martello assoluto e non sono sorpreso dei risultati della Roma. Poi lo rincontrai all’Inter professionalmente, io ero allenatore della Primavera nel 2011 e lui diventa tecnico della prima squadra. Juric era il suo vice dopo aver giocato tanti anni con lui. Con Gasp veramente tanti corsi e ricorsi”

Perchè dagli allievi non sei passato alla Primavera della Roma?
Perchè c’era un’istituzione come Alberto De Rossi da tanti anni. L’unico dubbio è venuto nell’avvicendamento perchè sembrava che potesse affiancare Bruno, tant’è che la Roma – persone a cui voglio bene come gli addetti stampa, Bruno Conti, Daniele De Rossi, Totti, Alberto De Rossi, Vito Scala, la Roma vissuta da dentro – fece di tutto per tenermi, ma io volevo provare a fare il salto dopo 4 anni degli allievi nazionali, mi chiamarono l’Inter, la Samp, la Fiorentina di Corvino che mi offrivano la Primavera, mi ha trattenuto finché c’è stata la proprietà dei Sensi, fui inserito nella trattativa per Burdisso. Montali appena arrivato dall’esperienza con la pallavolo non mi conosceva. Bruno all’ennesimo tentativo dell’Inter, si è comportato da persona che ti vuole bene, Alberto rinnovò e quindi andai all’Inter”.

Chivu?
“Ha preso l’Inter dopo una finale di Champions persa con 5 gol, poi subito il Mondiale per Club eliminati con una guerra interna allo spogliatoio. Era un momento difficilissimo. Ha una squadra forte, la più forte, ma ha lavorato sull’eredità di Conte e Inzaghi, con un lavoro eccezionale. Sentivo Gasp che ha detto che il valore in più è l’unità di ambiente, tifosi, squadra e società, ecco questo lo ha costruito anche Chivu all’Inter. Due squadre si affronteranno sabato che sono totalmente fuse con l’allenatore”

Pensi che la Roma schiererà un centrocampista in più per marcare il vertice basso di qualità dell’Inter?
“In genere mister Gasperini lo fa, troverà un’Inter con Zielinksi davanti alla difesa. Malen sul braccetto di destra, Dybala su Bastoni e poi un altro su Zielinski. Vedremo sabato”.