Report e l’indagine sul fallimento del calcio italiano: chi è Pietro Scala ‘l’amico di Ryan’ e perchè NON è un caso

Report e l’indagine sul fallimento del calcio italiano: chi è Pietro Scala ‘l’amico di Ryan’ e perchè NON è un caso

Approfondimenti

Condividi l'articolo

L’ultima domanda di ieri in conferenza stampa a Gasperini l’ha posta un inviato di Report, trasmissione RAI da sempre impegnata nell’indagare il mal vezzo italiano, che sta conducendo un’inchiesta sui motivi del fallimento del nostro calcio, alla luce dell’esclusione dal terzo Mondiale consecutivo.

Rapporti opachi, gestioni societarie e distribuzione anomala di risorse.

Sono questi alcuni punti che la redazione di Report sta indagando. L’inviato di Ranucci ieri ha incalzato Gasp portando alla luce per la prima volta il nome di Pietro Scala, amico di Ryan Friedkin e agente vicino alla proprietà che ha intascato alcune ingenti commissioni relativamente a due affari: Bailey e Wesley, cioè due extracomunitari.

Il tecnico non era chiaramente il personaggio indicato a cui porre tale domanda, dal momento che non entra nel processo tecnico-formale di acquisto di un calciatore, ma la Roma in questo momento ha evidentemente solo il suo volto pubblico a cui rivolgersi per porre delle questioni. I Friedkin sono assenti e non parlano. La società non ha attualmente né un presidente operativo che faccia le veci della società, nè un amministratore delegato o un direttore generale. Massara non parla in conferenza stampa ed evidentemente anche se fosse stato interpellato, soprattutto in questo momento, avrebbe elegantemente glissato sul tema.

Ma chi è Pietro Scala? Classe 96′, agente amico di Ryan e Corbin Friedkin, spesso al fianco della proprietà sia sugli spalti del Cannes sia su quelli dell’Olimpico.

Da una breve ricerca su Google è possibile evincere che risulti iscritto al registro federale degli agenti sportivi della FIGC dall’11 giugno 2025. (CLICCA QUI PER ANDARE AL REGISTRO ONLINE)

La società lo ha incaricato di essere domiciliatario per il tesseramento dei due extracomunitari in virtù delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Una pratica adottata dagli agenti stranieri viste le attuali norme: affidarsi ad un rappresentante in Italia che possa occuparsi dell’aspetto economico e burocratico di un’operazione. Secondo quanto filtra, Scala avrebbe operato esclusivamente in funzione delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Non avrebbe svolto, invece, alcuna attività da intermediario per la quale è necessaria la licenza FIFA, conseguita successivamente all’estate, a novembre 2025 e, dunque, dopo la chiusura delle trattative per Wesley e Bailey.

Dunque nulla di opaco o illecito. Certamente un passaggio economico in più per la società, questo almeno è possibile asserirlo. In una condizione di difficoltà economica (non finanziaria della proprietà che fattura miliardi di euro l’anno) relativamente al bilancio annuale della società, queste cifre ulteriori si potevano forse risparmiare.