Friedkin, silenzio e riflessioni ma ora uscirne è complicato: gli scenari

Friedkin, silenzio e riflessioni ma ora uscirne è complicato: gli scenari

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Non si sono ancora ufficialmente espressi, non ha ancora preso provvedimenti.

L’ultima parola nella Roma spetta a Friedkin, ‘non si muove foglia che Dan non voglia’ qualcuno scherzando, neanche troppo, sussurra da anni nei corridoi di Trigoria.

Le dichiarazioni di Ranieri, furenti e di risposta evidente alle parole di Gasperini, sono state poi ribattute con eleganza dal tecnico: “Mai avuto screzi particolari con Claudio, ne parleremo in settimana di persona”. Poi due giorni di riposo e oggi la ripresa dei lavori al Fulvio Bernardini.

L’incontro ipotizzato ci sarà? Possibile ma cui prodest? In questo momento a decidere il da farsi deve essere la proprietà, il cui silenzio del weekend è stato interpretato in due diversi modi anche dai media: c’è chi sostiene che Ranieri abbia parlato esattamente per nome e per conto dei texani; chi sostiene che non fossero a conoscenza dello sfogo di Ranieri e non avrebbero gradito i modi, visto il richiamo costante alla riservatezza.

La realtà forse è nel mezzo: la proprietà non ha gradito in questi mesi le affermazioni del tecnico rivolte al lavoro societario – detto che Gasp ha sempre elogiato i Friedkin e sottolineato invece gli errori commessi dalla dirigenza – e pur d’accordo nei termini con Ranieri, non avrebbe gradito l’esposizione pubblica del problema dell’advisor.

Insomma il solito modo per tenere un piede in due staffe. Anche perchè in questo caso gli scenari futuri sono tutti ‘pericolosissimi’ sul piano prettamente d’immagine della proprietà.

Se licenziassero Gasp, a cui la piazza in gran parte si è aggrappata idealmente con la speranza di vedere finalmente una Roma competitiva, defenestrerebbero l’ennesimo tecnico in sei anni certificando il fallimento di un altro progetto; se invece ripartissero dall’allenatore mandando via Ranieri e Massara, creerebbero i presupposti di una nuova ripartenza dirigenziale che però rischia di arrivare nuovamente in ritardo, mentre le altre società stanno già programmando il futuro prossimo.

Se dovessero decidere di non decidere, andando avanti così rischiano comunque di ottenere un risultato avverso: una coabitazione tra componenti in totale rottura l’una con l’altra, con ulteriori frizioni da qui ai prossimi mesi che non gioverebbero a nessuno. Ma tutti questi scenari sono il risultato di un nessun intervento, prima che i buoi uscissero dalla stalla.