Gasperini: “Castro-Malen dall’inizio? Non snaturo la squadra. Dybala ha una lesione, out 2 settimane”

Gasperini: “Castro-Malen dall’inizio? Non snaturo la squadra. Dybala ha una lesione, out 2 settimane”

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Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Slovan Bratislava, ha parlato in conferenza stampa.

Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Partirei dagli avversari: che caratteristiche ha lo Slovan Bratislava per mettere la Roma in difficoltà?

“È una squadra sicuramente dinamica, è una squadra che, per l’aspetto atletico, è sicuramente preparata. Ha anche qualche ottimo giocatore. È chiaro che nel panorama della Champions non è tra quelle di prima fascia, però in tutte le partite della Champions è difficile. Non sottovaluteremo sicuramente l’avversario, anche perché noi abbiamo bisogno di vincere per alimentare le possibilità di andare avanti”.

Ora che sono entrambi a disposizione, soprattutto in questo tipo di partita? Castro e Malen possono giocare insieme? Anche per non frustrare il momento dell’attaccante argentino.

“No, non c’è da frustrare nessuno, perché Castro ha fatto un gran gol l’altra sera. Per caratteristiche potrebbe essere anche una partita dove possono giocare insieme. Non so se dall’inizio, non so se probabilmente a partita in corso, eventualmente. Non voglio assolutamente snaturare le geometrie e gli schemi di una squadra che sta facendo gol, sta creando tante situazioni, solamente per, così, la voglia di far vedere due giocatori insieme, giocare insieme. C’è un reparto d’attacco che funziona, con caratteristiche diverse, e quindi per adesso va bene così. Non ho la necessità di andare a cercare altre soluzioni. Poi può essere perché è il tipo di partita che può anche prestarsi a questo”.

Pellegrini può arretrare a centrocampo? O può giocarci Hermoso in emergenza come abbiamo visto questa estate in amichevole?

“Quella era una situazione d’emergenza. Non c’era anche Lorenzo con noi, eravamo ancora più scoperti. Non c’era De Roon, quindi eravamo ancora più in emergenza, no? Spero proprio di no, che Hermoso rimanga dov’è e non ci sia questa necessità. In questo momento Pisilli e De Roon, soprattutto De Roon, sta giocando. Ha giocato tre partite in una settimana. E poi niente, Lorenzo può essere un giocatore più, come è stato impiegato sempre, più offensivo, oppure può essere anche un giocatore di centrocampo, in attesa di recuperare almeno un giocatore come Cristante che, per Napoli, ci auguriamo che possa essere in campo. O almeno a disposizione”.

Si è posto una quota per la qualificazione al play off? E se può darci un aggiornamento su Dybala.

“In questi ultimi anni si è sempre girati intorno ai dieci punti, forse undici. È chiaro che noi, per fare questo, abbiamo bisogno di vincere le partite in casa, a cominciare da domani, e questo potrebbe essere sufficiente. E poi abbiamo anche la possibilità comunque fuori, anche se sono campi tutti difficili. Quindi l’obiettivo è sicuramente quello di rientrare in questa fascia. Per Dybala, speravamo fosse un po’ più veloce il recupero, invece l’ultima risonanza che ha fatto ieri evidenzia anche una pur minima lesione, che quindi porterà il recupero un po’ più lungo, un paio di settimane in più, credo”.

Soddisfatto della risposta data dai suoi giocatori contro il Genoa?

“Io non ho mai avuto dubbi sui presenti e sui giocatori che c’erano. La questione è solamente numerica, dovuta al calendario così fitto. Poi i ragazzi che sono qua, sempre tutti quanti quelli che ci sono, ho sempre avuto grande fiducia da parte mia, tant’è vero che l’altra sera, a parte quelli assenti per infortunio o per squalifica, ho tenuto fuori anche qualche altro giocatore e ho dato spazio a qualcuno che aveva magari un po’ meno minutaggio, ma con la convinzione che potevamo fare il risultato lo stesso. E comunque fare il risultato è sempre difficile. Vincere le partite in Serie A è comunque difficile”.

Cosa l’ha colpita in particolare di Lulli?

“Veramente l’avevo già notato l’anno scorso quando molte volte lo avevo aggregato agli allenamenti della prima squadra, ma lui ha alcune caratteristiche principalmente atletiche di alto livello. Ti colpiscono sempre quando c’è una caratteristica superiore alla media. La sua capacità di velocità e di essere resistente a queste velocità è sempre stata di assoluto livello rispetto alla media, ma anche della Serie A, dei calciatori. Su quello poi dopo è un ragazzo molto umile, un ragazzo che ha molta voglia di crescere, di migliorarsi e lavorerà molto sotto l’aspetto tecnico, sotto l’aspetto tattico. Giovanissimo, ha mille cose sulle quali crescere e allenarsi e migliorarsi. Però ha anche un paio di caratteristiche che sono decisamente sopra la media e, quando ci sono queste situazioni, bisogna portarle avanti”.

A che punto sono del loro percorso in giallorosso Mora e Gollini?

“Gollini è sempre stato un ottimo portiere. Già, non so, otto, nove anni fa avevamo fatto campionati importanti insieme e avevamo raggiunto la Champions, aveva giocato anche la Champions insieme. Forse nell’arco della sua carriera gli è mancata un po’ di, in quel momento, ma anche comprensibile, di maturità, che ha raggiunto magari adesso in età un po’ più avanzata. Ma a volte succede anche con i ragazzi, nel senso che lui ha sempre avuto degli ottimi mezzi, magari non aveva la stessa applicazione, la stessa voglia di migliorarsi che ha in questo momento. Che sia un buon portiere lo sta dimostrando anche adesso. Mora si è speso tanto, insomma, non è un giocatore che entra nelle rotazioni, lui è nelle rotazioni. Lui, quando è stato disponibile, ha sempre giocato. Ha un fisico particolare, nel senso che è ancora abbastanza minuto, ma anche giovanissimo, ma è anche un talento che si vede subito. E quindi abbiamo la necessità di farlo crescere. Lui, a differenza magari di altri, ha bisogno ancora di crescere un po’ fisicamente e strutturarsi perché tecnicamente e qualitativamente è di alto livello”.