
Manchester United-Roma, la denuncia di Emanuele (tifoso giallorosso) a RS: “Aggredito ai tornelli, non mi hanno fatto entrare allo stadio. Tifosi cacciati perché italiani e romanisti”
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Martedì 3 novembre i tifosi della Roma hanno riempito il settore ospiti dell’Old Trafford in vista della 4° giornata di Champions League contro il Manchester United.
Ai microfoni di Retesport, è intervenuto Emanuele, uno dei tifosi a cui non è stato consentito di entrare allo stadio pur avendo il biglietto. Di seguito la sua testimonianza.
“Partendo dall’inizio, la situazione durante il corteo è stata tranquilla, nonostante fossimo partiti in ritardo. Tuttavia, una volta arrivati nei pressi dei parcheggi, siamo stati schiacciati e caricati dalle forze dell’ordine inglesi. Ci hanno ammassati in uno spazio di pochi metri, uno accanto all’altro, senza praticamente poter respirare, e ci hanno trattenuti in quelle condizioni per circa un’ora e mezza. Per consentire l’ingresso nell’area, facevano passare gruppi di appena 50 persone alla volta, una modalità che non faceva altro che rallentare le operazioni e rendere la situazione sempre più difficile. È stata un’attesa interminabile.
Solo dopo le 20:00, considerando che a Manchester c’è un’ora di differenza rispetto all’Italia, quando la partita era ormai già iniziata, ci hanno finalmente consentito di raggiungere i tornelli. Io ero in possesso di un biglietto per il settore 29, quello situato vicino alla tribuna. Una volta arrivato ai tornelli, mentre ero in fila per entrare, una steward ha iniziato a urlarmi nelle orecchie perché un tifoso davanti a me non riusciva a far leggere il proprio biglietto. Le ho semplicemente spiegato, in inglese, che il telefono del ragazzo era scarico e che, di conseguenza, la luminosità dello schermo era troppo bassa, ma che il biglietto era regolarmente valido. A quel punto ho presentato il mio biglietto e, dopo aver ricevuto il semaforo verde dal tornello, sono stato improvvisamente afferrato da dietro per il collo da uno steward. Insieme a un altro addetto alla sicurezza, sono stato trascinato via e allontanato dallo stadio, senza che mi venisse fornita alcuna spiegazione plausibile.
Prosegue Emanuele.
Quando ho chiesto il motivo della mia espulsione, mi è stato risposto che non mi era stato consentito l’accesso perché avrei aggredito uno steward. Ho immediatamente chiesto di poter visionare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza, considerando anche il numero elevatissimo di telecamere presenti nell’area, ma naturalmente non mi è stato mostrato assolutamente nulla
Non mi è stata fornita alcuna prova né una spiegazione concreta. Del resto, se avessi realmente aggredito un membro del personale di sicurezza, ci sarebbero state conseguenze ben diverse, ovvero, mi avrebbero arrestato. Tutto questo rendeva ancora più assurda e incomprensibile la situazione.
Successivamente, parlando con alcuni steward italiani, mi è stato suggerito di recarmi alla biglietteria, situata a circa un chilometro di distanza, per far verificare e convalidare nuovamente il mio biglietto.
Emanuele conclude.
A quel punto, però, mi è stato comunicato che, nonostante il biglietto fosse valido, la direzione generale aveva ormai preso una decisione: essendo stato identificato, a loro dire, come un soggetto pericoloso che aveva aggredito uno steward, non mi sarebbe stato comunque consentito di entrare allo stadio.
La cosa ancora più grave è che non ero l’unico a essere rimasto fuori. All’esterno dello stadio c’erano altre circa 20 persone nella mia stessa situazione. Alcune di queste avevano regolarmente acquistato un biglietto per la tribuna adiacente al settore ospiti, cosa che non risultava in alcun modo vietata.
Ebbene, nonostante fossero riuscite a entrare regolarmente e si fossero accomodate ai propri posti, dopo aver esultato al gol di Malen sono state individuate, allontanate dai rispettivi posti e cacciate dallo stadio.
Il motivo? Erano tifosi italiani e avevano esultato per un gol della Roma.


