[PODCAST] - Daniele Polverini: "Mai più casi come il Pro Piacenza, serve blacklist"

ESCLUSIVE

"Mai più casi come il Pro Piacenza. Ora ci attendiamo una risposta dalle Istituzioni, maggiori controlli, e magari una blacklist per allontanare chi fa il male di questo Sport". Ex calciatore del settore giovanile giallorosso, oggi giocatore della Virtus Verona ed autore di un duro post di denuncia non passato inosservato negli scorsi giorni, Dario Polverini è intervenuto nella mattina di ReteSport durante la trasmissione condotta da Chiara Zucchelli e Francesca Ferrazza. Polverini è stato uno degli sfortunati protagonisti della vicenda del Pro Piacenza in Lega Pro e non si tira indietro dal raccontare l'inizio e l'evoluzione delle difficoltà.

SOLUZIONI - "Le Istituzioni? Io farei una blacklist di personaggi che hanno fatto male al calcio, allontanandoli da questo mondo. Poi servirebbero maggiori garanzie, anche ad inizio stagione, con fideiussioni solide. Se una società va in difficoltà di dovrebbe poter attingere dalla fideiussione. Mi auguro che nei prossimi anni aumentino i controlli. Forse bisognerebbe abbassare il livello della Serie C al semiprofessionismo. Abbassando i costi. Questi episodi ti segnano. Lo scorso anno vissi situazioni simili a Modena. Occorrerebbe maggiore coraggio anche da parte nostra, nel denunciare certe situazioni".  

NEL BARATRO - "A fine giugno vengo contattato dal direttore Morrone, che mi paventava un grande progetto con il Pro Piacenza, proprietà Seleco. Veniva presentato con grandi ambizioni, un progetto importante, per conquistare il campionato ed approdare così in Serie B. Partiamo in ritiro con la squadra che si stava formando al tempo, tutto bene fino al 22 agosto quando il direttore viene esonerato e al suo posto ne arriva un altro che porta dieci giocatori nuovi con un budget molto alto per la categoria. Diventiamo 33 in rosa, che non se li permette nemmeno il Real Madrid. La stagione parte bene con risultati positivi e prosegue al meglio, fino ad ottobre, quando c'è la prima scadenza degli stipendi, in Serie C funziona così. A metà ottobre praticamente ci dicono che l'ordine dei bonifici era stato fatto. Era un venerdì, noi la domenica scendiamo in campo tranquilli ma al mercoledì ancora questi bonifici ancora non si vedevano. Ci informiamo così con la banca, che ci risponde che erano stati annullati. Ci sono ragazzi in Serie C che guadagnano 1.200 euro. Un ragazzo alle prime armi, alle prime esperienze, con famiglia, se non viene pagato affronta i problemi di una persona qualunque. A ottobre così salta la prima scadenza, iniziano i primi casini. Lui ci dice che ha avuto problemi personali, che li stava risolvendo, e noi gli diamo credito. Dopo un mese ci paga lo stipendio di agosto, ma senza contributi. Diciamo metà stipendio. Arriviamo a mozzichi e bocconi alla scadenza di dicembre, ma anche lì ci viene dato picche. Decidiamo quindi di scioperare ad oltranza fino al pagamento degli stipendi. Ma nulla, quindi noi lasciamo passare tre gare senza giocare fino a fine dicembre, mancava solo la quarta per essere poi estromessi dal campionato, in modo da essere tutti svincolati e avere modo di cercarci una nuova squadra a gennaio. Parliamo di tanti ragazzi messi alla porta dai rispettivi appartamenti per inadempienze. Calciatori in giro per alberghi, con le valige in macchina, rifiutati dai ristoranti convenzionati. Di professionismo non c'era più nulla. Tutto è finito con questa farsa che sapete".

FUORI DALL'INCUBO - "Questa della Virtus Verona è una bella storia. Siamo una grande famiglia, conoscevo il presidente di fama e devo dire che qui trattano il calcio in maniera differente da tutti i club dove sono stato in passato. C'è gruppo ed il mister, Luigi Fresco, che è qui dal 1982, è uno che ogni settimana vuole si vada a cena tutti insieme, che a fine anno organizza una vacanza con tutta la rosa in qualsiasi parte del mondo. Lo fa da 36 anni, e te lo dice al momento della firma del contratto. Dobbiamo lottare per salvarci e speriamo di farlo per rimanere in categoria".

LA ROMA E ZANIOLO - "Ho ottimi ricordi del mio passato giallorosso. Cerci e Rosi sono i miei testimoni di nozze, siamo rimasti in grandi rapporti. Ho militato nella Primavera che vinse lo Scudetto anche se per solo 6 mesi, dato che ho avuto una parentesi in prestito al Latino. Zaniolo? Ha grandi qualità, è giovanissimo, bisogna solo lasciarlo tranquillo, non come hanno fatto Le Iene ultimamente ad esempio. Ci saranno tempi bui anche per lui, dovrà dimostrare di avere carattere ma già ce lo sta facendo vedere. Ha tutte le carte in regola però per diventare un grande del nostro calcio".