La Roma insegue la svolta. Ci pensa El Shaarawy…

RASSEGNA STAMPA

Fosse per lui giocherebbe di fatto sempre contro il Chievo, scrive La Gazzetta dello Sport. Perché gli porta fortuna, perché alcune delle sue giornate più belle le ha vissute proprio contro la squadra veneta e perché la formazione di Mimmo Di Carlo è la sua vittima preferita: fino ad oggi 6 gol (e due assist) in 12 sfide personali. Tra l’altro, senza mai una sconfitta, con dieci vittorie e due pareggi in cascina. La prima volta che i destini di El Shaarawy e del Chievo si sono incrociati risale addirittura ad oltre dieci anni fa, esattamente il 21 dicembre 2008. El Shaarawy era un ragazzino che si stava affacciando in prima squadra con il Genoa e quel giorno entrò a sette minuti dalla fine, sostituendo il serbo Bosko Jankovic. Poi il Chievo lo ha affrontato anche con il Milan, quando gli ha segnato il primo gol in carriera (3 novembre 2012, 5-1 per i rossoneri a San Siro). Ma è con la Roma che in realtà Stephan ha spiccato il volo contro i gialloblù, segnando altre 5 reti (in sei partite). El Shaarawy, dunque, domani tornerà a giostrare da titolare a sinistra, lui che finora è anche il capocannoniere stagionale della Roma in campionato con 7 reti (in 14 partite, con una media di 0,5 a partita). Ne dovesse arrivare un’altra, magari proprio a Verona, Stephan eguaglierebbe in largo anticipo il suo record di reti in campionato con la Roma: 8, segnate nei primi sei mesi in giallorosso (quelli dal gennaio al giugno 2016) e nella stagione successiva, la 2016/17.Insomma, la Roma ha bisogno di El Shaarawy in questo momento. Perché tra gli attaccanti è l’unico che sembra avere una certa confidenza con il gol e perché tra gli esterni è quello che garantisce maggiori coperture difensive.