Peccenini: "Solo De Rossi può baciare la maglia. Gli Americani? Vendere i calciatori migliori non ci trasformerà in una Regina"

ESCLUSIVE

Franco Peccenini, 8 stagioni alla Roma tra il 1972 e il 1980, ripercorre le tappe della sua avventura in giallorosso. In esclusiva ai microfoni di Retesport, l’ex difensore traccia le differenze tra il calcio vissuto ai tempi di Anzalone e quello attuale. 

IL CALCIO AI TEMPI DI ANZALONE: 

“Prima il rapporto con i tifosi era diretto, non c’erano tutte le barriere che ci sono oggi. Si poteva assistere agli allenamenti, la gente poteva aspettarci fuori e farci delle domande. C’era un contatto differente con la gente. Gaetano Anzalone che è stato il mio primo presidente effettivo. Ho iniziato con lui nelle giovanili e poi ho proseguito con lui in prima squadra. Ho un grande ricordo di Anzalone, un presidente che avrebbe meritato qualcosa in più rispetto a quello che gli è stato riconosciuto. Tra i suoi meriti c’è anche quello di aver costruito il centro sportivo di Trigoria”.

SU ZANIOLO: 

Lei ha giocato con due ragazzi che hanno stabilito un record superiore a quello fatto registrare di recente da Nicolò Zaniolo: Walter Casaroli, 3 gol nelle prime 4 gare in A e Guido Ugolotti, 3 gol alle prime apparizioni in campionato. Entrambi più giovani dell’attuale gioiello romanista. Come si vive un’esplosione del genere nello spogliatoio? 

“Quando un giovane si impone a suon di gol può solo che far piacere. Nel caso di Zaniolo sicuramente l’attenzione mediatica è superiore, è più eclatante rispetto alla quasi normalità di una volta. E poi ai miei tempi c’era una certa abitudine a veder ragazzi giovani far bene ed affermarsi. Erano molti quelli che salivano dalla Primavera”

SUL CALCIO MODERNO: 

"Ogni periodo ha i suoi pro e i suoi contro. Una volta c’era un sentimento diverso. Per me che son cresciuto con la maglia giallorossa cucita addosso era tutto diverso, ma anche per gli altri mostravano un sentimento diverso, un attaccamento maggiore. Io non sopporto più chi bacia la maglia. Oggi ne baciano una domani un’altra. Mi sembra di assistere a continui tradimenti. Evitassero, perché poi il tifoso vero ci rimane davvero male. Non tradiamo i sentimenti. E’ giusto che un calciatore scelga la strada migliore sul piano professionale, ma lasciamo stare i sentimenti, di sentimenti può parlare De Rossi , così come Totti, a tutti gli altri dico: per favore fate i professionisti e lasciate stare i sentimenti”.

SULLA PROPRIETA’ AMERICANA: 

“Credo che potevano benissimo venire a Roma e dire: ‘Cercheremo di fare del nostro meglio e proveremo a far diventare la Pena rincipessa Regina’. Invece si sono esposti troppo. 

Non bisogna illudere la tifoseria perché poi ci si trova davanti al disamore. Quando uno fa delle promesse bisogna che quelle trovino il sostegno pratico, non solo a parole. Quando uno vuol far diventare una Principessa una Regina non va a vendere i giocatori migliori, mai. In quella maniera la Principessa non potrà mai diventare una Regina. 

I tifosi della Roma sin qui son stati sin troppo bravi, ho sentito parlare di contestazione fatta ieri, ma evidentemente chi parla dei contestazione quelle vere non le ha viste mai, perché ieri diciamo che ci è stata una manifestazione di protesta. Le contestazioni son ben altra cosa. Ai nostri tempi potevamo farci un pranzo di nozze con quello che ci tiravano durante le contestazioni, c’era di tutto: pesce, verdura e frutta. Era un metodo sbagliato, ma serviva per far sentire l’attaccamento alla propria squadra. Oggi non ti permettono neppure di avvicinarti al cancello di Trigoria se non vuoi prendere il Daspo. Probabilmente questo è stato anche un motivo di rilassamento. A volte la contestazione civile richiama chi è venuto meno ai propri doveri".