Roma-Torino, le pagelle. Karsdorp 'Revenant', Zaniolo brilla e Elsha non molla mai. I giallorossi sorridono

PAGELLE

Una Roma camaleontica che nel primo tempo fa credere di essere in controllo totale per poi buttare tutto alle ortiche nei primi 20 minuti della ripresa. Stavolta però Schick, Pellegrini e El Shaarawy ricacciano l’incubo di una rimonta nel doppiofondo di un cassetto. Tre punti d’oro per il morale e per la classifica. 

OLSEN 6: Ordinaria amministrazione per tutto il primo tempo e molto bravo quando prima del fischio che porta tutti alla pausa chiude lo specchio a Iago Falque nell’unica vera occasione del Torino. Nulla può sui due gol, entrambi dalla distanza.

KARSDORP 6,5: Sulla sua corsia il diretto avversario Ola Aina si rivela un avversario ostico, ma lui riesce a battersi con onore. Poi un crescendo: perfetta la sua chiusura su Parigini in diagonale, elegante la ripartenza con un colpo di tacco; ancor meglio la palla che dà a El Shaarawy in occasione del rigore. Nel secondo tempo cala fisicamente e perde terreno, ma almeno la Roma sa di avere un terzino destro in più.  “Revenant”. Dal 78’ SANTON SV: tampona la fascia ed è quanto serve per la vittoria. 

MANOLAS 5,5: Buone chiusure soprattutto in avvio, quando il Torino prova a farsi pericoloso. Non sempre brillante in tutti i disimpegni. Sotto il diluvio del secondo tempo resiste stoicamente con qualche brivido e con Kolarov costretto a mettere toppe, come in occasione della conclusione di Belotti all’84’. 

FAZIO 6: Una buona partita. Attento e vigile in ogni occasione, con l’acuto offensivo che innesca il gol di Zaniolo. L’arbitro gli risparmia il giallo quando commette fallo su Zaza al 63’. 

KOLAROV 6,5: Una spina nel fianco per la difesa avversaria e regista-ombra della Roma, che spesso si affida a lui per gestire palle che scottano. Lui non si scalda e con freddezza realizza anche il rigore. Prezioso. 

CRISTANTE 6: Cerniera di centrocampo in grado di garantire copertura e qualità di palleggio con qualsiasi compagno gli si affianchi. Prende un giallo sul capovolgimento al 66’ dopo che la Roma aveva protestato per un mani/spalla di Lyanco. 

PELLEGRINI 7: Danza con classe sul pallone unendo tecnica a dinamismo e garantendo equilibrio alla squadra nel primo tempo. La ripresa è meno brillante, a causa di una condizione non ancora ottimale, ma nonostante questo riesce a trovare il corridoio per El Shaarawy che fa 3-2. Prezioso.

ÜNDER SV: Esce dopo 6 minuti per un infortunio al quadricipite destro. L’ennesimo guaio muscolare della Roma in questa stagione. Dal 6’ EL SHAARAWY 7: Al rientro dopo l’infortunio, ricomincia da dove aveva lasciato: prestazione diligente con l’acuto del calcio di rigore procurato e tanta generosità in fase di ripiegamento. Nella ripresa l’ossigeno scarseggia e ne risente, lui resta in partita e si fa trovare pronto per il 3-2. Chapeau. 

ZANIOLO 7: Lampi di classe in mezzo al campo dove Rincon lo segue come un’ombra. Lui sembra non badarci e con tecnica e fisico sbroglia sempre la matassa. La sua tenacia è premiata al 15’ quando per due volte da terra calcia in porta, trovando il suo secondo gol all’Olimpico. Ripresa nervosa, a causa del soffocante marcatore, e un po’ meno precisa in alcune scelte. Finisce la gara sulla fascia destra non rinunciando mai a lottare. 

KLUIVERT 5: Primo tempo iniziato a sinistra e poi dirottato sulla corsia opposta, agisce in tandem col connazionale Karsdorp, ma gira con le marce basse. Ola Aina lo sovrasta fisicamente e lui non riesce a trovare le contromisure. Acerbo e impreciso, non gli riesce mai una giocata. Dal 72’ SCHICK 6: entra e trova subito il bandolo di una matassa che poteva diventare complicata da districarsi. Serve Pellegrini e la Roma trova di nuovo il vantaggio. Continuità. 

DZEKO 5,5: Sempre molto utile per la squadra ma lo stop non giova alla sua brillantezza. Aiuta i compagni nella manovra offensiva senza però graffiare mai. Prova a chiuderla al 76’ ma Sirigu dice di no al suo destro. 

DI FRANCESCO 6,5: L’allenatore era consapevole della convalescenza prolungata della sua Roma e si è trovato anche a fronteggiare l’infortunio di Ünder. La sua squadra prima domina, poi subisce, poi riemerge in mezzo a molte difficoltà. Si chiama carattere. Ora però si deve crescere, capendo bene in quali fasi di gioco “andare a 100 all’ora” e quando, invece, gestire.

Giorgio De Angelis