[PODCAST] - Colantuono: "La Roma? Stagione altalenante, avere il presidente lontano non aiuta"

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"Meglio avere il presidente presente a mio avviso, ma se ci sono delle persone con delega e degne della fiducia del numero uno può anche essere la stessa cosa. Avere la figura predominante sul posto però è sempre preferibile. Per tutte le varie sfaccettature nei rapporti con il tecnico, con la squadra. Nella Roma, la distanza con Pallotta è tanta, può creare dei problemi". Così Stefano Colantuono ai microfoni di ReteSport, nel corso della trasmissione condotta da Massimiliano Magni e Alessandro Cristofori. L'ex tecnico di Salernitana ed Atalanta, romano e noto tifoso romanista, è tornato a parlare della squadra giallorossa: "In questa stagione si è avuto un percorso altalenante nel girone d'andata, ma poi bisogna sempre ricordare quali fossero gli obiettivi iniziali. Se l'imperativo è centrare il piazzamento in Champions, allora la Roma è in corsa per raggiungerlo e quindi le cose non sono così negative. Certo l'andamento - aggiunge l'allenatore - è stato caratterizzato da troppi alti e bassi. Rispetto ai campionati scorsi qualcosa però s'è perso, si lottava per il secondo posto, ma bisogna considerare anche le altre squadre che vogliono migliorarsi. Il Napoli si è confermato e l'Inter è migliorata. Queste squadre qui, comprese Milan e Roma, faranno però sempre un certo tipo di campionato lontano dal primo posto della Juventus, quindi possono capitare degli anni in cui bisogna solo tenere botta e cercare il piazzamento ed altri magari più esaltanti. Ora bisogna prestare attenzione a De Rossi, che va recuperato in tutte le maniere possibili, quando c'è lui la differenza si sente. Poi la Roma dovrà premunirsi di un sostituto, per ovvi motivi d'anagrafe. Schick? Anche se è stato pagato molto, ha delle qualità importanti e non le ha ancora fatte vedere. Va aspettato ancora con un pizzico di fiducia, qualche segnale l'ha dato".

Un pensiero lo dedica anche in generale all'andamento della Serie A ed al lavoro fin qui svolto dai colleghi in campo: "Ancelotti si è confermato per quello che tutti quanti si aspettavano fosse, Spalletti ha migliorato il suo rendimento. Mi dispiace che si sia dato molto addosso a Gattuso che in questo girone d'andata ha fatto vedere a tratti gran calcio. Negli ultimi tempi, per vari motivi, il Milan non è stato più quello glorioso del passato, e si è sparato un po' troppo su Gattuso, ma resta l'uomo giusto. Se dovessi indicare una sorpresa, direi Parma: da neopromossa sta facendo davvero un ottimo lavoro. Bisogna sempre approfondire le conoscenze nell'ambiente, spesso sono stato a visionare il lavoro di Gasperini che reputo tra i migliori. Ora ne approfitterò per andarmene a vedere alcuni allenatori giovani e in rampa di lancio".

Non poteva mancare un commento sui recenti fatti di cronaca, in relazione alla violenza fuori dagli stadi e al problema razzismo: "Molto difficile prendere una decisione netta, perché se si interrompe la partita si rischia di far sentire questi personaggi squallidi ancora più importanti, con il rischio di allargare il fenomeno con premeditazione, su questo concordo con Salvini. Però è anche vero quello che dice Ancelotti: il discorso razzismo negli stadi nel 2019 è una follia. Ripeto: sarebbe giusto fermarsi, ma il rischio è di dargli troppa importanza. Bisogna poi mettersi anche nei panni di chi le subisce queste cose qua. Il fronte è spaccato: non sarà facile trovare una soluzione efficace che metta d'accordo tutti".

In chiusura, un bilancio dell'ultima esperienza in panchina, con la Salernitana, recentemente chiusa anzitempo: "Abbiamo attraversato un momento di crisi che in una stagione ci può stare, ma mi ero reso conto che si erano create delle tensioni con la tifoseria e con il presidente. La squadra stava facendo quello per cui era stata costruita, ma serve serenità per raggiungere gli obiettivi. La Salernitana è a 2 punti dai playoff, l'unico vero obiettivo del quale si era parlato. La città è meravigliosa, mi sono trovato bene ed il rapporto con Lotito resta splendido a prescindere, ho preferito fare io un passo in dietro per aiutare i ragazzi".