Un’Inter agrodolce, la Roma sbatte sul mistero del Var

RASSEGNA STAMPA

LA REPUBBLICA (F.Bocca) - La scena finale è stata quella di Spalletti cacciato via dall’arbitro Rocchi per proteste e uscito sotto un diluvio di urla e fischi. Il 2-2 di Roma-Inter, attraverso i gol di Keita, Ünder, Icardi e Kolarov, lascia strascichi e polemiche feroci sul Var, assai più di quanto il risultato stravolga la classifica. L’Inter ha agganciato per ora il Napoli (che gioca oggi a Bergamo), la Roma rimane a 5 punti dal 4° posto. Ognuno questa partita voleva fortemente vincerla ma soprattutto non poteva permettersi di perderla. Soprattutto per la Roma, che è in crisi, questo risultato nonostante tutto dà un po’ di tregua a Di Francesco. Al centro un mancato rigore dato alla Roma, e il Var negato o addirittura ripudiato. L’episodio risveglia ovviamente l’acredine e la rabbia della Roma nei confronti dell’uso e della pratica della moviola in campo. Già a Firenze a inizio novembre la temperatura era salita altissima. Tanto è vero che ieri sera come allora Di Francesco è rimasto in silenzio stampa. Lasciando la parola addirittura a Totti, per la prima volta impegnato in prima fila. «È una vergogna, cosa ci stanno a fare, perché non vengono a dare una spiegazione? Rocchi ha sbagliato, ma Fabbri al Var stava vedendo un’altra partita. Queste sono cose che cambiano non solo le partite, ma i campionati. Assurdo» . Dopodiché è fuggito per non incontrare Spalletti. La partita, pur ricca di colpi e occasioni nel primo tempo (base del palo colta da Florenzi), è tutta concentrata nei due minuti che rendono pesantissimo il match. Succede infatti che Zaniolo, uno dei più attivi e positivi sul fronte della Roma, venga sdraiato in area da D’Ambrosio che allunga una gamba a tradimento senza cogliere il pallone e sgambettando di fatto il giallorosso. L’episodio in tv è lampante, Rocchi consulta il Var nella persona di Fabbri, ma l’arbitro assurdamente decide di non andare a vedere di persona il monitor, né dalla regia individuano gli estremi del rigore. Che pure sembra esserci tutto. E lascia dunque aperti tutti i dubbi sull’uso che gli arbitri fanno della tecnologia. Di Francesco dunque scuote la testa sconsolato, i giallorossi protestano, il pubblico ulula. E, nel più classico degli schemi, l’Inter nell’azione immediatamente successiva va anche in vantaggio, con una discesa dello stesso D’Ambrosio, l’assist e il colpo di Keita, che ci mette lo stinco destro e fa gol: dal mancato rigore allo 0-1. Il pareggio di Ünder è arrivato a spezzare almeno per un po’ quel clima velenoso, e anche a restituire alla Roma un merito concreto. Anche se ha pagato un ulteriore prezzo all’imprecisione della sua difesa e all’esuberanza di Icardi che di testa ha riportato in vantaggio l’Inter. Il clima avvelenato non avrebbe sopportato un secondo caso Var per cui Rocchi è stato spinto quasi di forza a consultare il monitor quando Brozovic ha preso uno spiovente in area col gomito e dunque ha assegnato il rigore che poi Kolarov ha trasformato nel 2-2 definitivo.