Quadarella e Filippi, prima volta insieme. Simona: "Il mio futuro? Lo vedo più verso la velocità"

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Le due campionesse del nuoto sono intervenute in collegamento telefonico su Retesport, durante la trasmissione condotta da Marco Madeddu e Roberto Infascelli. In studio anche Marco Delvecchio, ex calciatore della Roma Campione d'Italia nel 2001 e Valerio Salvati della Federazione Italiana Nuoto. Nella seconda parte del collegamento è intervenuto anche Christian Minotti, allenatore di Simona Quadarella. 

Alessia Filippi"Felicissima che il mio testimone (record italiano sugli 800 sl, ndr) sia passato ad una ragazza e un'atleta come Simona poi è romana e romanista quindi ha una marcia in più. Se pesa la differenza di stipendio con il mondo del calcio? Credo che in ogni cosa, nello sport, come nella vita se non metti impegno e non dai il 150% non vincerai mai una partita. Sul lato economico un po' di invidia c'è perché quello che i calciatori guadagnano in un anno, un altro atleta non lo guadagna in tutta la carriera, ma al di là di questo lo sport è una passione e si compete per vincere, non solo per soldi".  

Simona Quadarella: "Per me è stato un onore, quando Alessia stabilì il record ero una bambina, andavo a vederla al Settecolli e le chiedevo gli autografi. Quando sono stata a Trigoria da Daniele De Rossi ho potuto conoscere anche Francesco Totti, con cui ho potuto parlare. Ho assistito agli allenamenti, ma non gli ho detto che io mi alleno 6 ore al giorno. Dal punto di vista dei sacrifici ne facciamo molti più dei calciatori, che guadagnano più soldi, ma che hanno anche più pressioni e quando sbagliano tutti gli danno addosso subito. Ora sono a Livigno per allenarmi in altura prima dei Mondiali in vasca corta a dicembre, che saranno una tappa di passaggio per quelli successivi in vasca lungo. Gareggeremo sulle 3 distanze, 400, 800 e 1500, ma l'obiettivo principale restano le Olimpiadi di Tokyo. Per il futuro penso più alla velocità, che al fondo. Per Tokyo la staffetta sui 200 mi piacerebbe, gara individuale non credo"

Christian Minotti"Simona era una giovane promettente e ha trasformato le promesse in maturità di alto livello. Lei sa che deve crescere ulteriormente per arrivare a fare bella figura a Tokyo perché può dimostrare di essere un'atleta di grandissimo livello"