Luca Pellegrini, il primo allenatore: "Ha la spavalderia giusta, a Totti lo accomunano la voglia e la consapevolezza"

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Seduto su un muretto del campo della ‘Nuova Tor Tre Teste’ Luca Pellegrini aveva già capito il suo futuro: “Mi’ te devo dì una cosa: quando sono venuto qui ero un ragazzino un po’ pienotto e bravo solo con il sinistro. Adesso sono un giocatore". Mister Mastropietro ha quasi gli occhi lucidi quando ricorda quel momento: “Mi ha riempito di gioia, quelle sono parole che ti rimangono dentro”. Prima la Lodigiani, poi la Roma dall’'86 in poi prima di passare alla Nuova Tor Tre Teste. Mastropietro ne ha allenati tanti: Gorgone, Amelia, Stellone. Soprattutto Totti: “Una cosa accomunava Francesco e Luca: la voglia e la consapevolezza della loro bravura- racconta a Gianlucadimarzio.com - venivano un’ora prima, se ne andavano dopo e recepivano al volo quello che gli dicevo. Erano un esempio in questo. Quando passò alla Roma gli dissi ‘ci metterai una settimana a convincere tutti’. Era un leader già da bambino”, racconta Fernando Mastropietro. "Era un bambino coraggioso: nelle scelte in campo, nelle giocate che faceva. In allenamento era sempre il primo a proporsi. Appena arrivato voleva giocare davanti, si sentiva un’ala sinistra. Noi invece pensavamo dovesse giocare più in mezzo, toccare più palloni”. Una crescita continua. La personalità però è rimasta sempre la stessa: “Comandava già all’epoca la difesa come lo ha fatto ad Empoli. Era un leader e lo è ancora. Ha la spavalderia giusta per fare la cosa giusta al momento giusto, non si tratta di presunzione. Durante un torneo importante, in una partita contro l’Udinese ha avuto un atteggiamento che non mi è piaciuto- ricorda Mastropietro - così l’ho tolto dal campo e gli ho spiegato il motivo. Uscito lui l’Udinese ci stava prendendo a pallonate. E’ stato fuori 5 minuti. Nel momento in cui stava rientrando ci siamo guardati ed aveva uno sguardo diverso: in campo è entrato un ragazzo nuovo, uno che voleva veramente fare il calciatore”. In quel torneo c’era anche la Roma. E Muzzi. Che lo segue da tempo, lo vede in azione e lo vuole con sé: “Lo voleva anche la Lazio, ma visti gli ottimi rapporti che avevamo con Bruno Conti, in accordo con la famiglia, abbiamo preferito portarlo alla Roma - rivela Alessio Di Bisceglia, presidente della Tor Tre Teste - con coi è stato due anni, quando ancora il calcio è solo divertimento, il percorso vero l’ha fatto poi in giallorosso”.