Tutti i numeri di Bologna-Roma. Certificata la partenza ad handicap, Dzeko non la prende mai

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Bologna-Roma si conclude con una contestazione, il rientro in pullman, il conseguente ritiro punitivo a Trigoria. Testa che viaggia, quella dei tifosi, al derby con la Lazio di sabato prima ancora che all'infrasettimale di mercoledì col Frosinone, l'unica squadra che in questa Serie A non è riuscita ancora a trovare il gol. Paradossalmente arriverà dopo gli emiliani, fino a ieri compagni di viaggio dei ciociari, resuscitati dalla Roma al culmine - si spera - di una crisi certificata da numeri che hanno dell'incredibile. Come quelli che ci raccontano di una vittoria, ai felsinei, contro i giallorossi che mancava dal settembre del 2012, che per la prima volta dal dicembre 1999 poi la Roma non è riuscita a trovare il gol contro i rossoblu in Serie A, che ritrovano invece la rete che mancava da 564 minuti - da quella di Verdi contro il Chievo a maggio, mentre addirittura non se ne facevano due dallo scorso aprile contro il Verona -. Se da un lato la squadra di Di Francesco ha prodotto il 72.3% di possesso palla - record per i giallorossi in una singola partita di Serie A dal dicembre del 2017, con il 77.5% contro la SPAL -, in tre delle ultime quattro occasioni compresa ieri in cui si sono tentate almeno 25 conclusioni verso la porta avversario non si è trovato il gol. Dato clamoroso se si mettono a confronto i due unici tiri nello specchio che hanno portato alle due reti del Bologna, capace di far gioire per due 'prime volte': quelle di Mattiello e Santander - era già successo in questa stagione con Rigoni dell'Atalanta -.

AVVIO SHOCK - Con quella di ieri, la Roma ha perso tre trasferte consecutive, considerando anche la Champions, per la prima volta da gennaio 2013 - con Zeman -, subendo quattro gol nelle ultime due in A, tanti quanti quelli incassati nelle precedenti 11 partite esterne di campionato. Anche i cinque punti in cinque partite fin qui messi in cascina rapprensentano un record negativo: non si registravano dal 2010/11, stagione poi terminata al sesto posto. Rispetto allo scorso anno, sono cinque i punti in meno, tre le reti fatte in meno e ben cinque i gol subiti in più, frutto di tre vittorie, un pareggio ed una sconfitta, valevoli per il 6° posto dell'epoca- ora si occupa il 14° -.

I SINGOLI - Se da un lato analizzare le prestazioni individuali nel match contro il Bologna può sembrare riduttivo, dall'altro restituisce una fotografia delle difficoltà in campo, soprattuto rispetto alla produzione offensiva. La Roma ha fatto registrare 510 passaggi riusciti, il 90% di quelli tentati - per rendere l'idea, furono 568 quelli del Real Madrid, l'88% del totale, nell'esordio Champions, mentre sono stati 557, sempre corrispondendi al 90%, quelli positivi che hanno portato al risultato di 0-2 della Juventus sul Frosinone ieri sera -. Oltre la metà di questi, 264, prodotti solamente dalla linea difensiva, ovvero da Florenzi, Manolas, Fazio, Marcano e dal subentrato Kolarov. Il singolo ad aver toccato più palloni in campo è stato proprio Florenzi: il terzino giallorosso è stato per 109 volte in possesso della sfera, producendo due tiri in porta, due occasioni da gol, due palloni persi ed 83 passaggi riusciti, più di chiunque altro. Meglio di lui, in fase di conlusione, nella Roma di ieri ha fatto soltanto Fazio - un difensore centrale -: tre tiri tentati verso lo specchio della porta, che hanno portato a due occasioni da rete, sempre da calcio d'angolo - i giallorossi ne hanno battuti 10 -. Un solo tiro per Dzeko, bottino magro che fa il paio con i 32 palloni toccati e e i 15 passaggi riusciti: ben sei i palloni persi dal bosniaco.

Luca Loghi