Bartelt: "Zeman? Se avessi trovato più sintonia con lui..."

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Gustavo Bartelt, ex attaccante della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni per l'As Roma Match Program, in occasione di Roma-Chievo. Per l'argentino solo 15 presenze e 1 gol con la Roma, proprio contro il Chievo

Ricorda quella serata al Bentegodi in coppa?
"Come no, indimenticabile. Segnai, presi una traversa e creai qualche altra occasione. I giornali elogiarono la mia prestazione. Tutti parlarono bene di me, tranne uno".

Chi?
"Zeman, il mio allenatore. Mi prese da parte e mi disse che non era contento della prova, nonostante avessi fatto gol. Mi invitò a partecipare di più al gioco di squadra e ad entrare maggiormente nei suoi schemi offensivi. Io ero un attaccante di movimento, dribblavo, non davo punti di riferimento. Il sistema, invece, prevedeva meno tocchi e più profondità. Avessi trovato maggior sintonia con lui …".

Con Capello come andò l'anno dopo?
"Non fui convocato per il ritiro a Kapfenberg, alcuni dirigenti della società mi fecero sapere che non rientravo nei piani del mister. Io rimasi perplesso, per un motivo: Capello non mi aveva mai visto giocare. Poteva valutarmi. Successe qualche giorno dopo, a Trigoria. Facevo parte della rosa e fu costretto a vedermi in allenamento. E come notò i miei movimenti in campo, cambiò subito idea. Mi chiese: "Ma perché non ti sei allenato con noi finora?". Io replicai e gli riportai la versione a me nota: "Perché non mi vuole lei, mister, così mi hanno detto". Lui rispose che non era vero e che mi avrebbe tenuto in considerazione. Mi impiegò sei volte, tre in Serie A e tre in Coppa Italia. Con lui ci fu solo un problema tattico, mi vedeva come centrocampista".

Tra i suoi compagni c'era anche Di Francesco, l'attuale allenatore della Roma.
"Un grande "Difra", mi aiutò tantissimo ad inserirmi nei primi giorni. Parliamo di venti anni fa, ormai, ma ricordo benissimo lui e i miei compagni di squadra come il capitano Totti, Montella, Cafu, Emerson, Candela. Ragazzi straordinari".

I suoi figli giocano a calcio?
"Ho due maschi, Santino e Vincenzo, e una femmina, Valentina. Santino – 15 anni – è bravo ed è tesserato con l'Argentinos Junior. Chissà che un domani non giochi a Roma dove ha giocato il papà. Io lo spero tanto e proverò ad aiutarlo perché sarò sempre un sostenitore giallorosso".

Lo sa che qualche tifoso dopo quel Roma-Fiorentina andò a comprarsi la sua maglia?
"Ascoltare queste parole mi fa piangere, lo dico con il cuore. Roma e i romanisti mi hanno sempre trattato bene. Avrei voluto regalargli qualche gioia in più, ma quel poco che ho fatto se lo ricordano bene. E mi basta così".