Coric: "Ho l'ambizione di avvicinarmi a Modric, voglio ringraziare De Rossi per i consigli"

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A pochi minuti dall'inizio dell'allenamento pomeridiano, nel terzo giorno di ritiro a Trigoria, Ante Coric è stato intervistato ai microfoni della radio giallorossa. Ecco le sue parole:

Quali sono le tue prime sensazioni? 
Sta andando tutto bene, sono contento di essere arrivato in un grande club, non vedevo l’ora di iniziare.

Le tua qualità tecniche e la tua posizione?
Dovrò dimostrarle sul campo. La mia posizione è sulla linea mediana, sono un centrocampista offensivo, di solito nel centrocampo a tre faccio la mezzala offensiva.

Assomigli a Modric, Boban o Bradaric?
Anche in Croazia mi paragonano spesso a questi grandi campioni e giocatori straordinari. Faccio fatica a paragonarmi a loro, ho l’ambizione di avvicinarmi a questi campioni. Devo fare anche molta strada.

Noi abbiamo Coric, non ci servono paragoni… 
Sono qui a vostra disposizione (ride, ndr).

Oggi gioca la tua Croazia…
Non vedo l’ora che inizia la partita, la vivo con ansia questa attesa. Spero che possa fare qualcosa di straordinario. Sarebbe comunque già il miglior risultato della nostra storia. Credo che possiamo fare un miracolo, non ho dovuto chiedere un permesso speciale per vedere la partita perché nella sala pranzo hanno allestito un maxi schermo, ieri abbiamo visto Francia-Belgio.

Hai già oltre 150 presenze con la Dinamo, non è facile definirti giovane…
È vero, calcisticamente forse non sono giovane, 150 presenze non sono poche ma voglio migliorare e raggiungerne 300. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare la Dinamo Zagabria per avermi fatto esordire a 17 anni in Europa League.

Perché a 12 anni hai scelto di andare in Austria?
È stata una palestra dura quella dell’Austria, avevo solo 11 anni ed in Croazia ho lasciato tutto. Ho dovuto iniziare un nuovo percorso scolastico, imparare il tedesco. Un percorso duro, ma fondamentale per la mia crescita, per la disciplina. Ero al club dalle 8 di mattina alla sera, si è sempre rivolti con la testa verso il calcio. Avevo la testa da calciatore da quando mio padre a 6 anni mi ha fatto toccare il primo pallone.

In famiglia hai tanti sportivi… 
Una famiglia di calciatori di grande talento, quello più talentuoso era mio fratello maggiore ma quelli erano tempi duri in Croazia e preferisco non entrare nei dettagli. Josip, l’altro mio fratello, ha giocato qualche mese nella massima serie della Bosnia ed anche mio padre era un ottimo calciatore.

Con quale compagno stai legando di più? Chi ti sta spiegando la Roma?
Condivido la stanza con Bianda, chiacchieriamo molto e sono uscito con lui in città. In campo sicuramente con De Rossi, che parla un ottimo inglese è un giocatore straordinario ed un ottima persona. Colgo l’occasione per ringraziarlo, non fa mai mancare attenzione nei miei riguardi, mi chiede se sto bene, se ho qualche dolore, mi dà consigli se fermarmi se sento fastidio. Ma sono giovane, non credo sia il caso di fermarmi.

Come mai la Roma?
È un grande club. Appena ho sentito Roma, ho detto: “sì”. Non ho esitato un attimo a venire qui.

Ti sei posto un traguardo per questa prima stagione romana?
Sarò contento di far parte di questa squadra, di fare minuti con la squadra. Già far parte di questa squadra è un grande obiettivo.

Seguivi il campionato italiano? Hai visto cosa ha fatto la Roma in questi anni in Serie A ed in Champions League?
Seguivo la Serie A e soprattutto la Roma. Ho visto la partita contro il Barcellona e solo parlarne mi viene la pelle d’oca, non sapevo di venire qui all'epoca ed ero probabilmente più contento di un giocatore della Roma. Mi ha dato sensazioni incredibili.