Champions League, pregi e difetti del Liverpool di Klopp

STADIO

L'urna di Nyon ha deciso. Una delle due semifinali di Champions League vedrà protagonista la Roma di Eusebio Di Francesco affrontare il rigenerato Liverpool di Klopp. Con il City di Guardiola al comando assoluto del campionato, gli inglesi occupano attualmente il terzo posto con 67 punti. In Europa, dopo aver ha vinto il proprio girone di Champions League davanti a Siviglia, Spartak Mosca e Maribor, sbarazzandosi del Porto agli ottavi ma, soprattutto, eliminando proprio il City di Guardiola ai quarti, la squadra di Klopp troverà davanti al proprio cammino la Roma, avversaria storicamente benevola ai reds.  Andiamo ora a scoprire i suoi pregi e difetti. 

DIFETTI - Uno dei deficit che si evidenziano rientrano nella tenuta difensiva. I trentacinque gol incassati nelle trentatré gare di Premier League, media di una rete a partita, rappresentano il biglietto da visita più  stimolante per la Roma di Eusebio Di Francesco. Possiamo definire quindi il Liverpool una squadra attaccabile: l’innesto milionario di Van Dijk sta iniziando a far intravedere i propri frutti, inserito in un comparto che non brilla in termini di valori individuali. Lovren ha alternato buone cose a prestazioni meno incoraggianti, i laterali – sia Clyne che Arnold a destra, sia Robertson che Moreno sul versante sinistro – sono più funzionali nella fase di spinta che in quella di contenimento. Come sostanzialmente i centrocampisti: tipici e perfettamente adeguati al calcio inglese, come Chamberlain, Henderson e Milner sono esemplari nell’aggressione degli spazi richiesta dal calcio di Klopp, ma meno puntuali nella fase di schermo della linea difensiva. Ed è su questo pianto che la Roma potrà impostare il suo assetto tattico: agire tra le linee non sempre compatte del Liverpool, trovare in quel nervo scoperto dei riferimenti in grado di fare la differenza. In questo lavoro Radja Nainggolan avrà la possibilità di sfruttare le sue qualità

PREGI - Una coperta corta che trova però nella fase offensiva la sua vera arma letale. Firmino e Salah con 8 gol a testa restano i bomber di coppa, ma è l'ex giallorosso a essersi guadagnato gli elogi da parte di tutto il mondo per una stagione straordinaria. L'egiziano ha segnato 29 gol in campionato, oltre a 9 assist, e potrebbe addirittura vincere il pallone d'oro se il Liverpool dovesse alzare la Champions League. Il reparto offensivo inglese è formato da tanta fantasia e qualità e, in contropiede, il Liverpool può essere molto pericoloso. in Premier League soltanto lo schiacciasassi Manchester City ha segnato più del Liverpool, che con ben settantacinque reti rappresenta per distacco il secondo attacco del torneo. Ad una media di 2.27 gol a partita. Alta, altissima sarebbe il caso di dire, rispecchiante i valori di una rosa costruita con evidente proporzione offensiva. 

IL SEGRETO E' LA PALLA - Il riferimento specifico è la palla: i reds corrono per arrivare prima dell’avversario, occupano il campo per ritrovarsi in condizioni di superiorità numerica. Senza un particolare equilibrio si passa dal costringere l’avversario a pagare dazio sul piano fisico, sulla tenuta. Le squadre di Klopp in tal senso sono logoranti. 

Andrea Fagnano