Dotto: "Totti? Addio triste, il calcio italiano perde un professionista esemplare" (AUDIO)

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Campione d'Europa in carica nei 100 stile libero, specializzato nelle distanze brevi dello stile libero 50 e 100 metri e protagonista del Torneo Settecolli, in programma dal 23 al 25 giugno. Luca Dotto, classe '90, si confessa ai microfoni di Retesport, media partner della competizione prevista al Foro Italico. Tifoso juventino, ma amante dello sport, l'atleta veneto si pronuncia sui suoi futuri obiettivi e sul big match di domani sera allo Stadio Olimpico, Roma-Juventus. Queste le sue parole:  

Come arrivi al Settecolli?
"Nella storia il Settecolli è uno dei tornei estivi più importanti, in cui il pubblico può vedere da vicino atleti internazionali nella splendida vetrina del Foro Italico. È una gara di passaggio, che sfruttiamo per abituarci a competere. Poi dovremo valutare le nostre condizioni fisiche dovute al grosso carico di lavoro che stiamo svolgendo in vista del Mondiale di Budapest".

Come ti stai preparando per Budapest?
"Abbiamo iniziato la stagione in maniera più tranquilla, con molta base e feedback di chilometri percorsi molto alto. Ora inizia la fase precisa dell'allenamento, in cui preparo specificatamente la mia gara. Facciamo tecnica e scatti, emulando la velocità e mettendo in crisi il mio fisico svariate volte per alzare l'asticella della mia capacità di non soffrire gli ultimi metri. Nel nuoto di velocità la differenza tra un oro e un settimo posto sta in pochi decimi di secondo, talvolta centesimi. Cerchiamo di tenere la concentrazione altissima per arrivare all'appuntamento clou e tuffarci senza troppe preoccupazioni".

Quali altri obiettivi ti sei posto in generale per il futuro?
"Arrivo già da due Olimpiadi, ora il mio obiettivo è arrivare alla prossima. Voglio arrivare a Tokyo in maniera competitiva, non sono più giovanissimo, dopo i 26-27 per un nuotatore inizia il 'declino' del fisico. Devo essere competitivo per ancora quattro anni, poi vedrò se le mie spalle reggeranno ancora".

Sei di fede juventina, che ti aspetti da Roma-Juve?
"Partita di sicuro sentita. Per tenere accese le speranze scudetto la Roma deve vincere. Invece la Juve sarebbe Campione d'Italia vincendo e potrebbe pensare a Coppa Italia e Champions con più tranquillità. Sarà una bella partita, anche abbastanza tesa vista la forte rivalità degli ultimi anni per lo scudetto. La Roma non vorrà mollare nonostante le voci di crisi, anche con la questione Totti. Tirerà fuori l'orgoglio e sarà un bel match".

Da sportivo e amante del calcio, come vivi l'addio al calcio di Totti?
"È triste. Lui è un atleta formidabile. La cosa più bella l'ha fatta negli ultimi anni, restando in forma e competitivo al fianco di ragazzini di vent'anni. Farlo a quarant'anni significa essere professionista a trecentosessanta gradi. Ahimè, il calcio italiano perde un altro pilastro, una bandiera incredibile e un esempio di fedeltà mai visto. Venticinque anni con una sola maglia, nonostante le offerte ricevuto, meritano rispetto. Tanto di cappello".