Cagni: "Di Francesco ha personalità. Per la Nazionale dico Ancelotti"

ESCLUSIVE

Luigi Cagni, ex allenatore di Brescia ed Empoli tra le altre, interviene in esclusiva ai microfoni di ReteSport, spaziando a tutto tondo dalla stagione della Roma di Eusebio Di Francesco al momento della Nazionale italiana. Queste le sue parole:

Un commento su Di Francesco: ha riconosciuto una certa idea di calcio in lui?
"Di Francesco, oltre ad essere stato un ottimo calciatore, era già intelligente tatticamente quando giocava, quindi sotto il profilo tattico non c'erano problemi. La difficoltà più grossa era la gestione di giocatori di grande qualità in un ambiente molto esigente. Ha avuto grossa personalità, ha fatto le cose giuste nei momenti difficili, come nell'occasione delle voci di mercato riguardanti Edin Dzeko. Il calciomercato è uno dei momenti peggiori per un tecnico".

Quindi è d'accordo con la riforma del mercato, sia di quello estivo che di quello invernale?
"Devono mollare qualcosa i media, quello è un periodo che va solo a favore dei media. Un mese di mercato è qualcosa di vergognoso, quando sei in ritiro e hai giocatori che vanno e vengono è difficile per gli allenatori tener salda la situazione, soprattutto con i ragazzi di oggi che non sempre sanno gestire la pressione o la situazione, rilasciando dichiarazioni che finiscono per mettere in difficoltà la società. I procuratori hanno forza perché gli viene data dai giocatori stessi".

Capitolo Nazionale: siamo concentrati sul prossimo commissario tecnico, ma qui è un movimento che sta collassando su se stesso.
"Non si ha l'umiltà di capire che siamo in una situazione difficile. Non siamo più un calcio tra i più importanti del mondo. La prima cosa che deve fare l'allenatore della Nazionale oggi non dovrebbe essere capire come gioca un ragazzo, ma chi ha la faccia da palcoscenici internazionali, chi ha la personalità giusta. Se guardi le convocazioni, c'erano forse 2 o 3 giocatori diversi che si potevano portare ma le scelte a livello di qualità sono quelle: bisogna ripartire, restando umili prima di tutto, dal moderare tutto ciò che circonda la Nazionale e sapendo che ci vorranno anni per tornare a certi livelli. In una situazione come questa bisogna lasciare l'Italia in mani esperte: allenare l'Under21 è una cosa, allenare la Nazionale maggiore è un'altra. Serve qualcuno capace di fare rendere i giocatori al meglio delle proprie qualità. Mancini, Ancelotti, Conte o Ranieri? Bisogna diventare forti mentalmente, con personalità e qualità: Ancelotti ha tutto, ha girato l'Europa e ha vinto ovunque e adesso sarebbe il passo giusto per lui".