Napoli-Roma 2-4, i giallorossi calano il poker al San Paolo

SERIE A TIM

Serviva una serata così, per spazzare il malumore, arginare le critiche e dimostrare che, al di là della distanza in classifica, il divario con la prima della classe non è poi così marcato. E perché no, anche per mettersi di nuovo la Lazio alle spalle. La Roma espugna il San Paolo, ribaltando il vantaggio iniziale messo a segno da Insigne dopo appena 6’ minuti di gioco. Florenzi, poco assistito da Under in copertura, si lascia scappare Mario Rui, che pesca in area il capitano partenopeo, lasciato delittuosamente libero di calciare in porta. Sull’orlo del burrone, quando tutto lasciava credere al fragoroso crollo, la Roma si rianima e un minuto dopo rimette in equilibrio il punteggio: Nainggolan serve in verticale Under che scappa alle spalle di Mario Rui. Il turco entra in area e disegna un diagonale deviato proprio dal terzino portoghese. Reina non può far altro che torcere il collo e seguire con lo sguardo il pallone che precipita nella rete alle sue spalle. Ma non è finita. La serata pirotecnica ha lanciato soltanto i primi colpi. Quello più spettacolare lo confeziona Dzeko 20 minuti più tardi. Florenzi accende la miccia crossando da destra il pallone nel cuore dell’area di rigore, il bosniaco salta e, in torsione, di testa, direziona il missile che buca per la seconda volta il portiere spagnolo. La Roma che in stagione non aveva quasi mai saputo ribaltare lo svantaggio, rovescia i primi della classe, proprio in casa loro. Gran bel segnale anche in vista dell’impresa da compiere in Champions League. Ma siamo ancora a metà del primo tempo. La partita resta tesa, vibrante, giocata a ritmi forsennati. Anche se la Roma sa dosarli meglio, miscelandoli con accelerazioni improvvise. I pericoli, per Alisson, arrivano soprattutto per mano di Insigne, che trova più di una volta il modo di indirizzare il pallone dalle parti del portiere brasiliano. Occasione anche per Callejon che al 60’ coglie il palo della porta giallorossa direttamente da calcio d’angolo. 

La Roma ha il merito di non smarrirsi e continua a difendere con ordine, provando, di tanto in tanto, la sortita nella metà campo avversaria. E’ dalla sapiente miscela delle due fasi che nasce la ripartenza decisiva per il gol del 3-1. Dzeko balla davanti agli occhi del ribelle Mario Rui, che preso dall’imbarazzo crolla a terra e lascia al bosniaco lo spazio per confezionare il tiro più bello della partita: sinistro a giro sul palo lontano che mette il lucchetto all’incontro. Ma dopo tanto penare, la Roma non pensa certo di accontentarsi e continua a spingere sull’acceleratore, approfittando anche della serata suicida dell’ex terzino giallorosso. E’ Mario Rui, infatti, a confezionare l’assist per il 4-1 di Perotti. Il Napoli è demolito, anche se all’80’ Pellegrini, appena entrato, gli offre la possibilità di dimezzare lo svantaggio. Lo sciagurato retropassaggio del centrocampista giallorosso costringe Alisson ad intervenire con le mani e l’arbitro Massa a concedere punizione a due in area ai padroni di casa: Mertens spara il pallone in porta, ma proprio sulla linea trova i piedi di Florenzi che fanno da detonatore. 

Il pertugio giusto lo trova Mertens, ma oltre il 90’. La palla passa tra le gambe di Pellegrini e finisce in porta per il 4-2 definitivo. Poco prima c’era stato spazio solamente per il cartellino giallo di Dzeko che, da diffidato, salterà la prossima partita, quella di venerdì prossimo all’Olimpico contro il Torino. 

La Roma espugna il San Paolo, dimostrando non solo di non essere morta, ma forse di aver finalmente trovato sé stessa. L’impronta del 4-3-3 “difransceschiano”, in una notte così, può avere il sapore di un primo, meraviglioso, bacio sulla via di un matrimonio finalmente meraviglioso.