La linea della Roma e quel pressing sull’Osservatorio

RASSEGNA STAMPA

CORRIERE DELLO SPORT (G.D’Ubaldo – R.Maida) – La posizione della Roma è chiara. La società non può fare ricorso contro il provvedimento di vietare la vendita dei biglietti per la partita di sabato tra Udnese e Roma a tutti i residenti nel Lazio. La società non è colpita direttamente dal provvedimento, che riguarda i tifosi giallorossi. In questo caso il club non viene ritenuto un soggetto attivo dal punto di vista del diritto. Un intervento diretto della Roma non sarebbe stato preso in considerazione, il tema è stato affrontato dai legali a Trigoria nei giorni scorsi. Sono state tentate tutte le strade. A quel punto la Roma ha fatto la scelta più logica. Nel rispetto delle competenze, si è rivolta alla Lega calcio che rappresenta le società di Serie A all’interno dell’Osservatorio. Ha chiesto alla Lega di mettere in evidenza alcuni aspetti, partendo dal fatto che i tifosi che si sono resi protagonisti degli scontri a Verona sono tifosi individuati dalle forze dell’Ordine e sono stati oggetto di un iter giudiziario. Le indagini non sono ancora chiuse, il caso è ancora in piedi. La Roma ha chiesto anche alla Lega di far presente che i rapporti con la tifoseria dell’Udinese sono ottimi da anni e quindi verrebbero meno i requisiti di partita ad alto rischio. I dirigenti giallorossi si sono mossi in questi giorni, il contatto con la Lega è stato quotidiano e costante per trovare una soluzione, ma ora che il provvedimento è ufficiale non c’è più nulla da fare. Le decisioni di ordine pubblico difficilmente vengono ribaltate.

LACUNE – La società non ha potuto fare niente per ribaltare il principio della «pericolosità del tifo organizzato romanista», riportato nel comunicato. Gli episodi portati a esempio hanno fondamenti lacunosi. Atalanta-Roma del novembre 2016 risale allo scorso campionato, un anno e mezzo fa; nella partita d’andata di Champions a Londra contro il Chelsea, c’è stato un solo tifoso della Roma arrestato, mentre gli scontri nella gara di ritorno contro i Blues si sono svolti in centro, molto lontano dall’Olimpico. Si fa riferimento inoltre alle trasferte del 20 agosto contro l’Atalanta, del 1° ottobre con l Milan e del 22 ottobre a Torino, quando al ritorno da tutte e tre le gare alcuni sostenitori hanno preso parte ai furti presso le aree di servizio autostradali, a centinaia di chilometri dallo stadio.

INEVITABILE – Le indicazioni dell’Osservatorio sono state però inequivocabili. E non ci sono precedenti in cui i Prefetti non abbiano seguito le indicazioni del Casms e quindi questa decisione era inevitabile, nonostante la richiesta di intervento formulata dai dirigenti della Roma alla Lega. Il divieto impedirà alla tifoseria organizzata della Roma di prendere parte alla trasferta in casa delle poche tifoserie considerate “amiche” in tutta la Serie A: il feeling tra gli ultras romanisti e quelli friulani è infatti molto saldo e risale agli anni Novanta. Molti tifosi romanisti hanno acquistato i biglietti da tempo, visto che la vendita era stata già aperta: ora quei tagliandi saranno rimborsati. Ma i viaggi già prenotati no.