Goduria Lazio, rabbia Roma. Spalletti: "Futuro nelle mie mani". Festa e tifo in curva

TIFOSI

GODURIA LAZIO, RABBIA ROMA - Niente rimonta, il derby lo vince la Roma 3-2 ma trionfa la Lazio, che grazie al 2-0 dell’andata si prende la terza finale di Coppa Italia nelle ultime cinque stagioni e lascia a bocca asciutta i rivali cittadini un’altra volta. Il 3 giugno - scrive Il Tempo (A. Austini) - la squadra di Inzaghi se la vedrà con la Juve o il Napoli. E se i bianconeri di Allegri difenderanno il 3-1 dello Stadium, è assai probabile che le finali per Inzaghi diventino due, con una Supercoppa in più. Si arriverebbe a sei disputate dal 2013, un bottino incredibile se si pensa al budget del club di Lotito.

SPALLETTI: "FUTURO NELLE MIE MANI" - E ora Spalletti che farà? La domanda al triplice fischio di Rizzoli è sorta spontanea. Il tecnico – riporta Leggo (F. Balzani) – a fine partita era visibilmente amareggiato e ha dato un ulteriore indizio su un addio a fine stagione che ormai appare inevitabile: «Non è il momento di parlarne, abbiamo ancora delle gare da giocare. Io non ho messo in mano di nessuno il mio destino, è mio e dipende da me. In caso l’ho messo in mano ai miei calciatori, non ai miei avversari. I ragionamenti coi miei calciatori vengono da un lungo periodo e quando si alza l’asticella se non si vince bisogna prendersi la responsabilità. Abbiamo creato una mentalità giusta, ma se poi non si portano a casa partite come queste bisogna prendersi la responsabilità. Porto, Lione e Lazio dicono che la squadra commette ancora troppe ingenuità. C’è da alzare il livello di professionalità».

SUD IN FESTA - Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio sulla vittoria «politica» della battaglia delle curve, scrive La Gazzetta dello Sport (M. Cecchini), sarebbe bastato vedere il prepartita dell’Olimpico. Per gli amatori del genere, tutto emozionante. La Roma al completo – dall’allenatore ai giocatori fino allo staff – prima del riscaldamento sono andati sotto la curva sud per applaudire gli ultrà giallorossi che gridavano: «Roma». L’eliminazione delle barriere – messe nell’agosto 2015 per motivi di ordine pubblico –, infatti, li ha riportati allo stadio (dopo uno sciopero del tifo durato circa 18 mesi) per quella che per molti di loro si configurava come la partita più importante della stagione.