Caputi a Retesport: "Schick? Grande acquisto, ma non può essere il sostituto di Salah" (AUDIO)

ESCLUSIVE

Caporedattore della sezione sportiva de Il Messaggero noto volto televisivo RAI, Massimo Caputi si pronuncia in esclusiva ai microfoni di Retesport per il consueto appuntamento del venerdì con la rubrica dedicata ai direttori di testate sportive. Queste le sue parole:

Qual è il suo giudizio sul girone d’andata di questa Serie A?
“Interessante. C’ha proposto, fino alle ultime settimane, molto equilibrio in testa con cinque squadre inizialmente destinate allo scudetto. Poi, negli ultimi turni, la vetta s’è sgranata. C’è una lotta a due per lo scudetto e una a tre per i posti in Champions. Grande delusione Milan, sorpresa recente il Benevento. Si infiamma anche la zona retrocessione”.

Il VAR dove si può migliorare?
“Essendo in una forma sperimentale può esser migliorato, ma indietro non si può tornare. Abbiamo un campionato più giusto, alcuni sbagli sono stat ribaltati. Deve migliorare il feeling tra il direttore di gara e l’arbitro del VAR. Poi devono essere codificati meglio alcuni episodi. Visto che c’è il supporto tecnologico va usato di più. Capisco che l’arbitro possa perdere in autorità, ma avrebbe più certezze”.

Perché la Roma si è persa?
“La sfortuna della Roma è stata quella di abbinare alcune partite perse, in cui avrebbe meritato di vincere, a un successivo calo fisico. Uno dietro l’altro, questi due aspetti hanno provocato una crisi di risultati e di prestazioni. C’è anche un po’ di delusione per quanto riguarda la personalità e l’atteggiamento di alcuni giocatori in campo. Nonostante le disavventure e i cedimenti di forma mi aspettavo un approccio migliore, da parte dell’intera squadra ma in particolare del centrocampo. Ecco perché ha perso smalto e passo. Ma in 25 giorni non si può smarrire quanto di buono fatto in passato. Serve più equilibrio dopo aver vinto un girone di Champions oltre ogni pronostico. Ora invece non funziona nulla? Non è così”.

La multa a Nainggolan e la non convocazione sono segnale di equilibrio dentro Trigoria?
“Una scelta giusta. Mi auguro arrivi il segnale forte che la società intende dare, quella di una linea che deve essere seguita da tutti i suoi componenti. Così si cominciano a creare i presupposti per lo stile giusto. Non c’è squadra forte senza società forte. La Juventus ne è un esempio. Credo che la Roma abbia fatto bene, spero sia l’inizio di una serie di comportamenti migliori. La Roma non può essere considerata una squadra di passaggio, tutti la devono rispettare”.

Secondo molti tifosi non si vince perché si cede sempre il pezzo migliore. Stadio unica soluzione?
“Alla luce delle ultime parole di Pallotta credo che lo stadio sia fondamentale. Non solo per vendere o comprare i calciatori, ma anche per lo status della società. Tutti i club vendono determinati e importanti giocatori, vedi Pogba. Il problema è vendere e acquistare bene. Si deve cedere nella prospettiva di non smontare la squadra. È ovvio che ogni anno vendi e non ti migliori diventa difficile. Con una maggiore stabilità, stadio e sponsor in primis, si piò vendere non solo per sanare il bilancio ma anche per rafforzarsi”.

Che cambiamenti si aspetta dal vertice di Londra?
“Sarà un vertice a 360 gradi. Non credo ci si incontri per parlare solo dell’aspetto tecnico. Sarà un summit dalle tante componenti. Si può discutere se non farlo a Roma piuttosto che a Londra, ma è evidente che Pallotta abbia in Europa i suoi affari. A me non importa il luogo, importa che tutte le decisioni siano prese per migliorare la Roma. Mi aspetto comunque, se ci sarà modo, che Monchi intervenga sul mercato. Si può vendere Salah o Rudiger, l’importante è che non ci si trovi a gennaio con una squadra senza l’esterno destro”.

Schick non sta brillando.
“È un problema creato perché quando si spendono tanti soldi nasce molta attesa. Schick non può essere il sostituto di Salah. La Roma ha fatto un grande acquisto in prospettiva, deve essere una risorsa e non un problema. Il grande equivoco su Schick è quello, che ci si aspetti da lui il lavoro di Salah. Sulla destra manca l’alternativa che Perotti o El Shaarawy danno a sinistra. A gennaio non sempre è possibile fare colpi definitivi o importanti, ma sarebbe ottimo prendere un giocatore dietro e avanzare Florenzi in attacco a destra”.

Si può continuare col 4-3-3?
“Sì. Ma anche qui serve coerenza. Fino a un mese fa la Roma piaceva, giocava un gran calcio con quel modulo lì. Si sapeva che Di Francesco avrebbe impostato la squadra in quella maniera, ma non sa fare mica solo una cosa. È giusto insistere con questo modulo, ma se le prestazioni non daranno i frutti sperati ecco che c’è la possibilità di cambiare. Il 4-3-3 è un falso problema”.

Darmian?
“Un giocatore giusto e polivalente, all’occorrenza può giocare centrale. Ha esperienza, 28 anni. Potrebbe dare un ottimo contributo da subito”.

Tommasi vorrebbe riportare Totti e Buffon in FIGC.
“Sono due figure importanti, ma non basta esser stati calciatori per avere capacità dirigenziali di vertice in una struttura importante come una federazione. Giusto metterli se hanno le caratteristiche. Se collocati nei ruoli giusti potrebbero essere due valori aggiunti, ma prima ancora di pensare a loro ci deve essere a monte la volontà di cambiare l’intero mondo del calcio, oltre gli interessi personali”. 

Tommasi sarebbe l’uomo giusto?
“Sì. Chi lo conosce sa che è sempre stato uno attento, un ‘sindacalista’. Termine del tutto positivo. Ha lo spessore e la conoscenza, oltre che all’onestà intellettuale giusta”.

Sarà Di Biagio ad allenare la Nazionale per le prossime amichevoli. Chi vorrebbe, però, come futuro ct?
“Roberto Mancini. Lui potrebbe essere il nuovo ct. All’Italia serve un allenatore di personalità che abbia autorità sui giocatori. Ha quel modo di intendere il calcio gestendo bene i suoi uomini, mettendoli al posto giusto sapendoli motivare e convocare sulla base delle proprie caratteristiche. Uno come lui, visto che lo faceva anche da giocatore, saprebbe organizzare bene la Nazionale guidando un processo di ricostruzione del settore tecnico. In questo momento specifico, considerando Allegri un allenatore da club così come Conte, dico proprio Roberto Mancini. Se vogliamo cavalcare delle suggestioni, potrei dire anche Gasperini”.

Riccardo Cotumaccio