Roma-Atalanta 1-2, le pagelle

SERIE A TIM

ALISSON 6: Dimentica di usare i superpoteri e incassa i due gol della sconfitta. 

FLORENZI 4,5: Gomez ci scherza un po’ prima di scaricare il pallone a De Roon per il raddoppio dell’Atalanta. Cade nella trappola e va incontro ad un’inevitabile involuzione. passa il resto della partita a chiudere faticosamente la strada all’argentino. 

DALL’85’ BRUNO PERES SV: Aggrappati a lui…chi lo avrebbe mai detto? 

MANOLAS 5,5: Si ritrova spesso ad impostare l’azione dal basso, segno evidente delle difficoltà della Roma nel costruire la manovra. 

FAZIO 4,5: Si fa aggirare da Cornelius come la scatola di un carillon…da quel momento è buio pesto all’Olimpico

KOLAROV 6,5: Riesce a far espellere De Roon e a mettere teoricamente in discesa la partita, ma i compagni precipitano nel burrone. 

STROOTMAN 4,5: Arriva tardi sul pallone di Gonalons e lascia all’Atalanta la ripartenza che genera il vantaggio bergamasco. Più in generale, gira per il campo con lo spaesatezza di un cucciolo all’interno di una chiesa. 

DAL 75’ UNDER SV: A differenza di altre volte, entra in campo e trova una Roma disperata sì, ma frizzante. Il problema è che non riesce proprio a trovare la porta

GONALONS 4,5: La metamorfosi di un faro divenuto lampione. Fermo e poco illuminante. 

PELLEGRINI 6: L’elemento più dinamico del centrocampo giallorosso. Fa quel che può, ma non è facile muoversi nel deserto. Appena dopo l’intervallo Di Francesco lo toglie dal campo per ridisegnare tatticamente la Roma

DAL 50’ SCHICK 5: Più che fuori ruolo, stavolta, è sembrato fuori posto. 

EL SHAARAWY 5: Riesce a colpire gli avversari anche quando sarebbe più facile centrare la porta

DZEKO 6: Nel primo tempo veste i panni di Benjamin Button, ringiovanendo al punto di sembrare quello della prima stagione in giallorosso. Poi si trasforma, segna e combatte, ma con colpevole ritardo. 

PEROTTI 5: La sua grande virtù è il suo più grosso limite. Procede per guizzi e colpi di tacco, sempre, anche quando non serve. 

 

DI FRANCESCO 4: Perso De Rossi e riposto Nainggolan, presenta in campo la Roma più “difranceschiana” possibile, con Pellegrini e Gonalons a centrocampo  e Schick in panchina. Quando il risultato gli si ritorce contro, invece di sfruttare la superiorità numerica, decide di far sfilare tutte le punte che ha a disposizione, ma crea soltanto confusione. 

 

Marco Madeddu