Nainggolan, da mezzala come da trequartista a caccia di gol

STADIO

Nainggolan cambia ruolo (o meglio torna al suo ruolo originario), le critiche sulla posizione in campo aumentano, ma i numeri – contrariamente a quello che si potrebbe pensare -  non variano. Appena due gol in meno rispetto alla stagione scorsa alla stessa altezza dell’anno, stesso identico numero di tiri in porta per lui.

Sono infatti 4 le reti messe a segno dal belga da fine agosto a dicembre 2016 (contro Sassuolo, Lazio e Milan); 2 quelle realizzate da fine agosto a dicembre 2017 (contro Verona e – ancora – Lazio), 4 gli assist di questa stagione, 2 della scorsa; ma a sorprendere di più è il numero di tiri in porta: 12 da trequartista con Spalletti; 12 da mezzala con Di Francesco. È vero che, nello stesso arco temporale, il numero di presenze in questa stagione è leggermente più alto (20 contro le 17 dell’anno scorso) e dunque in proporzione Nainggolan calcia meno nello specchio della porta, ma la differenza non è così netta come si è soliti dire. Al dato delle palle indirizzate nello specchio della porta si aggiunge poi quello dei tiri fuori, nettamente lievitato quest’anno rispetto allo scorso: sono solo 3 i tiri fuori (fino a dicembre) nel modulo di Spalletti; ben 15 quest’anno con Eusebio Di Francesco.

Anche da mezzala, insomma, Radja Nainggolan arriva davanti la porta e tira. Più appariscente e mattatore a lungo andare da trequartista, non c’è dubbio, ma anche arretrato sulla mediana, il numero 4 giallorosso continua ad essere pedina offensiva, costantemente a caccia di gol.

A cura di Chiara Di Paola