Khaled e quel «Forza Roma, forza lupi» che ha fatto il giro del mondo. "Ecco come nasce"

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Khaled Al Ghoul, dopo il gol di Federico Fazio al Cagliari, non è più lo stesso. Dal Qatar, dove lavora per BeIn Sports, racconta a Retesport il perché di quel "Forza Roma, forza lupi, sono finiti i tempi cupi", pronunciato alla perfezione - nonostante le origini arabe - nel corso della sua ultima telecronaca. Tre anni al seguito della Roma, dal 2011 al 2014, non si dimenticano facilmente; si entra nel cuore della città e soprattutto dei tifosi, che oggi cliccano e condividono il suo video. 

Il suo “Forza Roma, Forza Lupi, son finiti i tempi cupi” ha fatto il giro della città. Come le è venuto in mente?
"Ho lavorato in Italia due volte nella mia vita. La prima per "Arabic TV" in Abruzzo, ad Avezzano. Poi con BeIn Sports dal 2011 al 2014, al seguito della Roma. Sono stato spesso a Trigoria per le conferenze stampa e gli allenamenti della squadra, intervistando i protagonisti giallorossi. Amo la città e la squadra da molto tempo. Sono contento di lavorare in questo ambiente".

È nato in Giordania, ad Amman. Ha origini palestinesi e ora lavora in Qatar. Roma però le è entrata nel cuore.
"Ho sempre avuto una passione per la città di Roma e di conseguenza per la sua squadra. Spero che Di Francesco vinca presto dei titoli importanti perché questa piazza se lo merita. Serve una mentalità più vincente in Serie A, ma su una cosa la Roma non ha rivali, la sua curva. Mai vista una cosa del genere in vita mia".

La Roma è molto seguita in medio oriente.
"E non solo la Roma, anche i tre big club italiani Juventus, Milan e Inter. Ma c'è anche la Roma e lo deve al suo simbolo, Francesco Totti. Uno dei giocatori italiani migliori di sempre".

E Salah?
"Con lui la popolarità della Roma è aumentata visibilmente. Ora che gioca a Liverpool, comunque, è rimasto l'affetto per i colori giallorossi".

Il futuro?
"Spero di tornare a Roma e perché no, magari di iniziare a vicerci. Se dovessi trovare una soluzione per i miei figli, dandogli la giusta istruzione, non esiterei a tornare".

Riccardo Cotumaccio