Di Francesco: "Schick? Alle prese con una fibrosi". Ecco di cosa si tratta

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“Schick non lamenta più dolore nel calciare, è in crescita da quel punto di vista. Andando sullo specifico, avendo una fibrosi deve essere al top, altrimenti rischia di farsi male da altre parti. Non tutti riescono a recuperare nello stesso modo, è una situazione fisica ed emotiva ma io ho chiesto di restituirmelo quando è perfettamente recuperato” così Eusebio Di Francesco nella conferenza stampa di questo pomeriggio.

Bisognerà aspettare ancora: questa volta si parla di fibrosi a proposito di Schick. Fibrosi: “Un’alterazione che può far seguito a diversi processi morbosi” secondo il dizionario medico; che sarebbe a dire, in parole povere, una cicatrice nel muscolo che quindi deve essere rielasticizzato con la fisioterapia.

Veramente sfortunato il giocatore ceco, costretto per l’ennesima volta a rimandare un rientro che era stato pronosticato in un paio di settimane dall’infortunio. Rari sono infatti i casi in cui un edema muscolare, come quello al retto femorale sinistro diagnosticato lo scorso 8 settembre, provochi una fibrosi, generalmente dovuta a lesione piuttosto grave (di II o III grado) con versamento. E se è vero che, come dice il tecnico giallorosso, non tutti riescono a recuperare nello stesso modo, è anche vero che i tempi di recupero da una fibrosi, a due mesi circa dall’infortunio, sono decisamente lunghi.

“Si sta allenando, sta facendo anche qualcosa con il gruppo ma non con la palla. Lo voglio in una condizione ottimale” ha chiosato sull’attaccante ceco Eusebio Di Francesco. La Roma sembra insomma aver imparato dai propri errori: inutile aver fretta, la storia insegna; i tifosi devono aspettare ancora un po’, perché Schick, prima di “cucire” la nuova avventura romanista,  deve curare la fastidiosa  “cicatrice” muscolare. 

A cura di Chiara Di Paola