Nela a Retesport: "Vorrei far provare a tutti l'emozione che provoca un derby giocato" (AUDIO)

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Sebino Nela, campione d'Italia con la Roma nel 1983, racconta 'il suo derby' ai microfoni de "Il mio canto libero", trasmissione serale sulle frequenze di Retesport. Queste le sue parole:

Cosa significa giocare il derby davanti la Sud?
"Il mio pensiero è sempre lo stesso. Le cose vanno bene o male, giornate splendide o meno. L'auspicio è sempre lo stesso, far provare a chiunque la sensazione di giocare un derby all'Olimpico e fargli capire cosa significhi. Roma-Lazio è la partita. È bello giocarla, ti dà grandi motivazioni. A volte hai paura, nel caso vada male, che si complichi tutto. Ma è stimolante".

Hai vissuto spogliatoi importanti. Chi viveva meglio, e peggio, il derby?
"Ci sono stati derby brutti, finiti 0-0 o 1-1. Quelli erano anni dove la classifica diceva poco, la partita contava ancora di più. Quando c'erano i romani era un problema. Conti, Desideri, Giannini. La sentivano tutti di più e hanno attaccato quell'ansia anche a noi. Si giocava a carte, si andava a letto alle 22.30, ma poi alle 23.00 eravamo già in piedi. Poi c'è a chi non cambia nulla, ma sono pochi".

Questo derby?
"Conta molto. Una sconfitta potrebbe cambiare l'intera stagione".

Finalmente torna a riempirsi l'Olimpico.
"Ci stiamo riavvicinando a quella che per anni è stata la normalità. Ho avuto la fortuna di giocare negli anni '80, credo di non aver mai giocato in un Olimpico al di sotto dei 45.000 spettatori. Oggi, quando si parla di affluenza e di stadi, ci sono mille fattori in ballo. I tifosi che dicono la loro, le forze dell'ordine, le televisioni, ma all'estero, Germania e Inghilterra in primis, si è tifosi a prescindere. Qui si è sempre troppo critici".

Il 'ragazzo' Sebino Nela, nel gol al derby del "Ti amo", cosa ha provato? 
"Ero giovane, avrei voluto fare mille cose. Io, poco avvezzo al gol, riesco a segnare alla Lazio. Corsi vero una parte, poi dall'altra. Vorresti andare in panchina, abbracciare chiunque".

Vi eravate resi conto di quella coreografia, di quel "Ti amo"?
"Sì, ci si rende sempre conto di tutto. Nonostante la tensione di un derby, quando entri in campo guardi gli spalti e memorizzi tutto".

Di Francesco come sta preparando il derby?
"La Roma cercherà di fare da subito il suo calcio e gli altri aspetteranno, sfruttando ripartenze e contropiede. Dubito che Di Francesco voglia cambiare qualcosa. Il suo 4-3-3 è questo, corsa e attenzione a tutto".