Malagò: "Fossi in Tavecchio mi dimetterei"

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Al margine della conferenza stampa al Salone d'Onore del Coni per la presentazione del progetto del Nuovo stadio dell’Atalanta finanziato dal credito sportivo, ha parlato il Presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha commentato la gravissima esclusione dell'Italia dai Mondiali. Queste le sue parole:

"La delusione sportiva e umana è clamorosa. C'è amarezza. Si leggono i giornali, si sente l'opinione pubblica ma un uomo di istituzione deve ragionare di buon senso. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative. Ad oggi questi tre fatti non ci sono.

Ci sono poi dei diritti e doveri riguardo la sfera delle responsabilità, che sono sotto gli occhi di tutti. Dal 1958 non ci era mai successo di non qualificarci per il Mondiale (tra l'altro all'epoca andavano 16 squadre). Si viene da un periodo in cui la stessa Nazionale non ha fatto grandi risultati.

Dall'Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche li' c'è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi. Ci sono stati investimenti, attenzione e interesse al mondo del calcio femminile, ma anche lì l'Italia manca da sempre a una grande manifestazione.

Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc ma se fossi in lui mi dimetterei. 

Ventura? Siamo a fine novembre, ci sarà ancora qualche mese ma di fatto non ha il rinnovo: che si dimetta oggi o tra un mese cambia poco, gli elementi sono abbastanza chiari. Il problema non è solo Ventura, anche se l'inizio del progetto Ventura era legato a un'altra filiera di carattere tecnico che prevedeva un ruolo fondmanetale di Lippi. Questo ruolo di Ventura è stata una valutazione sbagliata ma inizialmente si pensava ad un amministratore delegato con un direttore generale. 

Se Tavecchio ritiene di essere la persona più deputata per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio si assuma la responsabilità di questa decisione. Questione di responsabilità.

Colpo economico e sociale? I giornalisti e gli economisti quantificheranno questo dato. Ci sono molte aziende che investono, sponsor, diritti televisivi, l'atmosfera ecc. Negarlo vorrebbe dire non essere seri; di contro posso dire che ci stiamo adoperando per portare alternative. Quest'anno abbiamo avuto il Mondiale di pallavolo, l'europeo del 2020; ci stiamo prodigando per portare il beachvolley al foroitalico. Abbiamo il fatturato sportivo più alto degli ultimi anni, si sono vinte tamte medaglie olimpiche.

Ringrazio Buffon, ci ha sempre messo la faccia. Ieri è stata la sua ultima in Nazionale, sentiva il peso della sconfitta per tutto il paese, ha parlato di responsabilità sociale. Complimenti a lui e a tutta quella generaizone che ci ha dato soddisfazioni enormi e che ha deciso di ritirarsi dalla NAzionale. Non si può dire che ieri non si siano impegnati. C'è stato un tifo strepitoso, una prova strepitosa di spinta. 

Ci sono troppi stranieri? In assoluto nello sport ci sono troppi stranieri. Bisogna innanzitutto capire cosa si intenda per straniero ma per quanto riguarda gli extracomunitari, ogni anno abbassiamo la quota ma se poi si riescono a prendere passaporti comunitari resta il problema. 

Nome importante sulla panchina della Nazionale? E' una componente fondmanetale ma non può essere l'unica.