IL TEMPO: Derby, ansia da nazionali

RASSEGNA STAMPA

Un derby così non si è mai visto. Di Francesco e Inzaghi stanno battendo ogni record e la classifica, nonostante ad entrambi manchi una gara, rende giustizia ad un Roma-Lazio davvero accattivante (si gioca sabato 18 novembre alle 18). Gli sfottò di rito sono cominciati con ricco anticipo, ma i veri veleni non riguardano tanto i tifosi quanto i protagonisti, che dovranno vivere la lunga vigilia lontano dalla capitale. Fuori c’è praticamente una rosa intera: sono 23 i nazionali partiti in questa sosta, in 14 hanno lasciato Trigoria e in 9 Formello. Gli allenatori non possono certo essere contenti di rivedere i loro uomini 3 giorni prima della partita, che darà il via alla 13a giornata di serie A: la scelta della Lega di programmarla sabato alle 18 non ha aiutato i sorrisi. C’è il timore di vedere squadre stanche e per la Lazio la situazione è particolare: ci sarà chi ha accumulato minuti col suo paese e chi invece sarà fermo da 20 giorni, visto che l’ultimo turno con l’Udinese è saltato per il maltempo. Non è comunque la prima volta che un derby si gioca dopo la sosta: l’ultima il 3 aprile 2016, 4-1 per i giallorossi.  Di Francesco e Inzaghi (per ora) hanno evitato di creare alibi e polemiche, ma l’ansia nazionali c’è e il rischio del «virus Fifa» terrà gli allenatori incollati alla tv. Eusebio sperava di trattenere a Trigoria Kolarov, ma l’accordo col nuovo ct della Serbia non è stato trovato e l’esterno è partito per l’Oriente: il 10 affronta la Cina e il 14 la Corea del Sud. Si rivederà a Roma il 15, al massimo per una sgambata. Lo stesso tormento lo vive Inzaghi, che per la prima volta ha visto andar via Milinkovic Savic, un caso nazionale quando il vecchio ct non lo chiamava e ora un’angoscia in più per la Lazio. Sarà proprio il serbo l’ultimo a rientrare a Formello: solo a 24 ore dal derby farà le vere prove con tutto il gruppo biancoceleste. Immobile si è presentato a Coverciano con un affaticamento, con lui in azzurro ci sono De Rossi, El Shaarawy e Florenzi, tutti attesi nella capitale il 14, mentre Pellegrini è rimasto a casa assieme a Dzeko. Risparmiati i biancocelesti Lulic, Bastos, Nani, Marusic e De Vrij, non convocato dall’Olanda al contrario di Strootman che giocherà contro Scozia e Romania (di Lobont) e il 15 sarà a Roma. Lo anticiperà Manolas, di ritorno il 13 con una sola gara sulle gambe (è squalificato per l’andata dello spareggio con la Croazia). I primi laziali a riaffacciarsi in gruppo saranno Strakosha e Bruno Jordao, mercoledì 15 Inzaghi riabbraccerà tutti gli altri: Parolo (spareggio con la Svezia, gara di ritorno martedì sera), Lukaku (Belgio-Messico e Belgio-Giappone, da valutare per una contusione alla caviglia), Luis Alberto (Spagna-Costa Rica e Russia-Spagna) e Neto, classe 2000, che farà un blitz in Portogallo per affrontare la Spagna U19 martedì prossimo. Murgia sarà impegnato in un solo match con l’Italia U21 contro la Russia. Di Francesco ritroverà mercoledì 14 Moreno, che il 10 sfida Nainggolan in Belgio-Messico (il centrocampista gioca col Giappone il 14 e rientra il 15), Under e Skorupski. Sollievo sudamericani per la Roma: niente viaggi oltreoceano e fusi da smaltire, il brasiliano Alisson gioca in Francia contro il Giappone e a Wembley con l’Inghilterra, gli argentini Perotti e Fazio vanno in Russia, e il 15 saranno tutti da Di Francesco. Sani e salvi?

(Il Tempo - Erika Menghi)