Fiorentina-Roma 2-4, le pagelle

SERIE A TIM

ALISSON 6,5: Persa la “verginità” in campionato lontano dall’Olimpico, sfodera comunque tutte le sue qualità sul finire del primo tempo, quando prima devìa sul palo la conclusione di Simeone e poi si getta col corpo sul pallone scagliato  da Veretout. Spezza la noia della ripresa a cinque minuti dalla fine, prima regalando il pallone a Eysseric, poi sbarrando la strada al cholito.

FLORENZI 6,5: Federico Chiesa non è Hazard, ma il pomeriggio passato al Franchi lo costringe comunque agli straordinari. Come contro il belga perde qualche duello sulla corsia di competenza, ma spesso è lui a strappare palla al rivale e a gettarsi nella metà campo avversaria per creare scompiglio. 

MANOLAS 7: Il pomeriggio tempestoso del Franchi produce qualche spiffero nella  difesa giallorossa, ma il più delle volte il greco si fa trovare pronto per chiudere porte e finestre. A inizio ripresa prende l’ombrello e si avventura nell’area di rigore avversaria. Come Gene Kelly esce danzando al ritmo di Singin' in the Rain: è il gol del vantaggio definitivo sulla Fiorentina

FAZIO 6: Più impacciato del solito, tanto da lasciare a Simeone il comodo colpo di testa del momentaneo 2-2. Ha il merito di non scomporsi e di crescere con il passare dei minuti. 

KOLAROV 7,5: Dopo 9’ minuti Gil Dias lo salta e recapita a Veretout il pallone dell’1-1. Da quel momento il serbo tira fuori l’elmetto e la sciabola e decide di conquistare Firenze sbarazzandosi di Guelfi e Ghibellini. Sposta di nuovo gli equilibri della gara servendo a Manolas, da calcio d’angolo, il pallone del 3-2. 

NAINGGOLAN 7,5: Potrebbe strappare il cuore a morsi agli avversari, invece si accontenta di sottrargli il pallone, senza soluzione di continuità! Brutale in interdizione, perentorio nella corsa, costante nell’assistenza ai compagni in zona d’attacco. E’ lui a cucire l’azione che porta al primo gol di Gerson, è ancora lui a servire a Perotti il pallone del definitivo 2-4.

GONALONS 6,5: Come al solito: efficace in appoggio, meno in interdizione. Garantisce comunque un elevato numero di giri al motore giallorosso. 

PELLEGRINI 5,5: La mancata convocazione di Ventura deve avergli abbattuto un po’ il morale. Ne esce una prestazione insolitamente appannata. 

DAL 71’ STROOTMAN 6,5: Tirato dentro per risistemare il terreno dopo oltre un’ora di combattimenti, ara il campo con la perentorietà di un caterpillar 

GERSON 8: Bisogna solo stabilire se fa più effetto la bocciatura subìta a suo tempo da Einstein in matematica o quella comminata al brasiliano da Spalletti appena un anno fa. 

DALL’82’ DEFREL SV: Prima Kolarov, poi Dzeko, gli offrono il pallone buono per  interrompere il digiuno di gol, ma resta anche stavolta a bocca asciutta. 

DZEKO 6,5: Come nelle ultime occasioni veste soprattutto i panni del trequartista, anche se di tanto in tanto prova a cercare la porta avversaria. Ne esce una prestazione fisica e generosa come quelle delle ultime settimane. O segna o fa segnare, per questo è l’unico elemento che Di Francesco non sottrae mai alla sua Roma.  

EL SHAARAWY 6: Dopo cinque minuti serve a Gerson il pallone che apre la partita. A differenza del sopraffino martedì di coppa, però, riesce ad essere meno ficcante, anche se non smette mai di dare una mano in ripiegamento.

DAL 65’ PEROTTI 7: L’ora abbondante trascorsa in panchina ad affilare le armi gli concede un finale di partita da autentico giustiziere. Entra e fa a fette la Fiorentina, facendo sgorgare il sangue dalla porta di Sportiello con il destro che chiude la partita.

 

DI FRANCESCO 8: Il merito della dodicesima vittoria consecutiva in trasferta è ancora da spartire con il suo predecessore, ma l’impressione è che stavolta non si tratti del solito record fine a sé stesso. La Roma che riesce a sfoggiare ogni volta, dovunque e contro chiunque, non può che alimentare l’ambizione presentata da ieri da tecnico e direttore sportivo: “Siamo da scudetto!”.

 

Marco Madeddu