Roma-Bologna 1-0, le pagelle

SERIE A TIM

ALISSON 6,5: Come un abile mimo resta fermo in attesa del movimento più spettacolare della serata. Dopo mezz’ora fa scattare l’applauso aprendo il braccio sinistro e smanacciando il pallone colpito da Masina. 

FLORENZI 6,5: Karsdorp può sfruttare il periodo della riabilitazione per prendere appunti. Guardando Florenzi si impara: tanto, tutto! Ermetico e avanguardista, a suo modo poetico. 

FAZIO 6,5: Ritrovarsi in casa il figlio del proprio allenatore lo costringe a riporre soprammobili e cristalli dagli scaffali e ad agire con tono perentorio. Glaciale ed essenziale, ai limiti della scortesia. Persino autoritario quando, sul finire del primo tempo, aggiusta il pallone col petto e scaglia un diagonale potentissimo verso la porta di Da Costa. A volte si distrae, ma riesce a nascondere i cocci sotto al tappeto, come quando chiama l’arbitro a sventolare a Petkovic il cartellino giallo per simulazione.

JUAN JESUS 6: Vive all’ombra di Fazio, ma all’occorrenza si dà da fare per coprirgli le spalle.

BRUNO PERES 6: Abituàti a vedere Kolarov da quella parte, sulle prime si rimane quasi spaesati. Il serbo, però, deve avergli lasciato gli appunti, tanto che il brasiliano appare decisamente più apprezzabile del solito. Forse ha saltato qualche pagina e di tanto in tanto commette qualche leggerezza, ma nel complesso pare aver studiato piuttosto bene la lezione. Lascia il campo vittima del tredicesimo infortunio muscolare della stagione. 

DAL 70’ MORENO 6: Diligente e ordinato. Torna ad occupare la corsia di sinistra con apprezzabile disponibilità. Rispetto alle prime uscite sembra più sicuro e maturo. 

PELLEGRINI 6,5: Il più vivace e il più pregevole dei centrocampisti giallorossi. Fa tutto piuttosto bene, anche se spesso manca del guizzo risolutivo. 

DE ROSSI 5,5: Poco presente e poco preciso, finisce anche per rimediare un affannoso cartellino giallo. 

STROOTMAN 5,5: In assenza di Nainggolan prova a riprendersi la leadership della linea mediana. In realtà si muove ancora a basso regime. Si limita a ringhiare, senza pensare mai ad azzannare la preda. Vigile e guardingo, ma accompagna poco l’azione e tratta ancora troppo male il pallone. Poco veloce, poco preciso, anche se riesce ad occupare bene propria zolla di campo. 

DEFREL 5: Acquistato per far rifiatare Dzeko, costringe il bosniaco agli straordinari. Dopo un’ora, Di Francesco lo toglie di mezzo a causa di un problema alla caviglia, ma avrebbe comunque meritato di lasciare il campo. 

DAL 59’ PEROTTI 5,5: Non riesce mai ad entrare pienamente in partita. Obbliga El Shaarawy a traslocare sulla fascia destra, senza però riuscire ad incidere come in molte occasioni precedenti. 

DZEKO 6: Fabbri, con l’appoggio del Var, gli prolunga il digiuno di gol in campionato, ma dà comunque la sensazione di essere in buona forma. Per un’ora corre, tira e serve palloni gradevolissimi ai compagni, poi quasi scompare dal campo. Dopo la doppietta a Stamford Bridge non ha più trovato la soddisfazione del gol, ma presto rivedrà il Chelsea. 

EL SHAARAWY 7: La Roma “striminzita” delle ultime settimane avvertiva soprattutto il mancato supporto degli attaccanti di scorta. Stasera avvia la controtendenza con una prestazione vivace e, soprattutto, con un gol “alla Dzeko”. Quasi come il bosniaco a Stamford Bridge, impatta al volo il pallone recapitato da Pellegrini e lo scaraventa in porta per l’1-0 che vale la partita.

DALL’82’ GERSON SV: Poco, ma buono.

 

DI FRANCESCO 6: Cambia otto uomini rispetto alla gara precedente e riesce comunque ad ottenere l’ottava vittoria in campionato, la terza consecutiva per 1-0. Massimo risultato con il minimo sforzo. La centrifuga da cui esce la formazione utile a battere il Bologna è ancora piuttosto ingolfata, ma lascia comunque nell’aria il profumo rigenerante del bucato al sole. Ora non resta che scegliere l’abito giusto per la serata di Gala contro il Chelsea.

 

Marco Madeddu