Qarabag-Roma 1-2, le pagelle

CHAMPIONS LEAGUE

Primo successo stagionale della Roma in Champions League. Seppur a fatica, i giallorossi tornano al successo esterno nella competizione dopo sette anni. 

 

ALISSON 5,5: Esce dal campo con i guanti bagnati dalla pioggia, ma preservati dal fango. Merito, soprattutto, della scarsa qualità degli attaccanti avversari. Sbaglia qualcosa quando c’è da usare i piedi per far ripartire l’azione dal basso. Serata ansiosa, ma fondamentalmente innocua. Incolpevole sul gol di Pedro Henrique.  

BRUNO PERES 5,5: Il compito è piuttosto semplice, ma riesce comunque a trovare il modo per complicarsi la serata. 

MANOLAS 7: Prima apre la partita con il colpo di testa che concede il vantaggio alla Roma, poi chiude l’area di rigore giallorossa. Pensa quasi esclusivamente a tutto lui.

JUAN JESUS 6: Serata più complicata del previsto, anche se ha la fortuna di ritrovarsi al fianco di un Manolas gigantesco. Sbaglia qualche appoggio, ma nelle chiusure è preciso e ordinato. Lascia saltare pericolosamente Ndlovu nel finale. 

KOLAROV 6: Calcia il corner da cui nasce il primo gol. Meno solido del solito in copertura, anche se a inizio ripresa mette il corpo davanti a Pedro Henrique e scaccia in angolo uno dei pericoli principali della partita. Di tanto in tanto prova la sortita in area avversaria, ma scaglia alle stelle il pallone concesso da Dzeko al 60’. Verso la fine chiude la strada a uno dei tentativi più pericolosi dei padroni di casa. 

PELLEGRINI 7: Manolas deve avergli confidato di aver firmato il rinnovo del contratto e lui, per omaggiarlo, gli organizza la festa. Il pallone che gli recapita sulla testa per il gol dell’1-0 è il regalo di un amico vero. Condisce la prestazione con la solita propensione alla corsa, al fraseggio e ai lanci dalla distanza. Completo e affidabile: è l’ammiraglia di Di Francesco, che con lui sta comodo e sicuro. 

GONALONS 4,5: Dopo mezz’ora giocata in pantofole si addormenta e lascia il pallone a Ndlovu, che lo recapita a Pedro Henrique per il primo storico gol della squadra azera in Champions League. E’ il suono della campanella che costringe la squadra ad interrompere la ricreazione. Invece di metterlo dietro la lavagna Di Francesco lo lascia in cattedra fino a metà ripresa, ma la lezione che impartisce è piena di errori e di imperfezioni. 

NAINGGOLAN 5,5: Più bravo ad accompagnare l’azione che a fare filtro. La conseguenza è un’ampia zona di campo lasciata agli avversari. Si fa notare soprattutto per lo screzio con Madatov a metà del secondo tempo, ma a dieci minuti dal termine disinnesca l’azione di Ndlogu. 

DEFREL 5,5: Corre, copre, pressa, fraseggia con i compagni; talmente bene che da una sua iniziativa nasce l’azione che porta la Roma al raddoppio. Quando c’è da  prendersi gli onori, però, continua a preferire gli oneri. Chiedetegli tutto, ma non di segnare. Cala alla distanza, anche per via di un problema al ginocchio. 

DZEKO 6,5: Dopo 673 giorni di astinenza ritrova la gioia del gol in Champions League. Per l’occasione indossa il frac: inserimento, stop di petto e conclusione col destro che scheggia la parte bassa della traversa e infila il pallone alle spalle di Sehic. Poi, come contro l’Udinese, si dedica soprattutto a confezionare assist per i compagni. Nessuno, però, ha il merito di approfittarne.

EL SHAARAWY 6: Nel primo tempo è l’uomo che cuce meglio attacco e centrocampo. Tanto impreciso sotto porta, quanto chirurgico nel servire i compagni. Cala vistosamente nella ripresa. 

 

DI FRANCESCO 6: La giostra del turnover presenta qualche scricchiolìo. Dopo un quarto d’ora scintillante si ritrova in campo una squadra lunga, imprecisa e distratta. Prova a metterci mano pescando nel serbatoio dell’esperienza, ma né Florenzi, né De Rossi, tantomeno Strootman, riescono a restituirgli la Roma dei giorni migliori. A fatica, coglie comunque il primo successo della carriera in Champions League.

 

DAL 58’ FLORENZI (per Defrel) 5,5: replica la prestazione di Defrel con la capacità di una fotocopiatrice di ultima generazione. 

DAL 68’ DE ROSSI (per Gonalons) 6: da una palla svirgolata sulla propria trequarti nasce una delle azioni più pericolose della serata. Nel complesso, però, ha il merito di riportare un po’ d’ordine in mezzo al campo. 

Dall’81’ STROOTMAN (per Pellgrini) S.V.: Tirato nella mischia per carenza di muscoli fa ciò che può. Poco, ma può bastare. 

 

Marco Madeddu