Maurizio Cenci, cinquant'anni di Roma: "Auguro il meglio a Totti, più invecchia e più è bello"

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Cinquant'anni di Roma. Un traguardo da pochi, protagonisti privilegiati lontani dal campo ma presenti costantemente nelle logiche di un club. Maurizio Cenci, ex dirigente giallorosso, è ospite dello Studio Olimpico di Retesport in occasione di Qarabag-Roma, secondo appuntamento stagionale di Champions League.

Arrivato sotto la presidenza di Franco Evangelisti e contattato da Ezio Radaelli - consigliere del presidente - nell'ottobre del 1965, Cenci ha ricoperto diversi ruoli, da ufficio stampa a responsabile dell’organizzazione e della sicurezza per lo Stadio Olimpico. Ha toccato con mano due scudetti (1983 e 2001), vivendo da dentro le gestioni Viola e Sensi fino al 'ritiro' dello scorso gennaio, sotto la bandiera statunitense.

Queste le sue parole, in esclusiva sui 104,2 in fm:

Benvenuto allo Stadio Olimpico.
"Grazie. Stiamo uniti e cerchiamo di vincere stasera".

Sei stato tutto nella Roma per tanti anni.
"Sono sempre stato dietro le quinte, crescendo e lavorando cinquant'anni in un luogo dove ho sempre messo passione. Quando iniziai ero nell'ufficio accrediti, sentivo i giornalisti e li accreditavo. Prima nel 2000 c'era una gestione totalmente diversa rispetto a oggi, eravamo una trentina, oggi i numeri sono moltiplicati. Poi c'è stata la gestione dell'Olimpico, con l'inizio della diffusione degli steward e dell'organizzazione moderna".

Quanti capitani hai visto?
"Da Losi in poi li ho visti tutti. Ricordo in special modo Di Bartolomei, Santarini e Giannini, poi il grande capitano Francesco Totti. Gli faccio tanti auguri. Lui diventa sempre più bello con gli anni".

Un ricordo di Ago?
"Le nostre telefonate dopo il suo ritiro. Persona di spessore".

Che augurio gli faresti se lo avessi davanti a te?
"Lui è talmente umile e semplice, qualsiasi cosa faccia la fa bene. Dal momento in cui decide di fare qualcosa riesce a farlo bene".