Roma, Kumbulla: "La difesa giovane è uno stimolo. Smalling? Un vincente"

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È il giorno di Marash Kumbulla. Manolo Zubiria, Chief Global Sporting Officer della Roma ha presentato questo pomeriggio in conferenza stampa il difensore centrale arrivato due settimane fa dal Verona. 

Partiamo dall’ottima prestazione contro la Juve. Su questa linea difensiva così giovane, hai responsabilità o può essere una motivazione in più?
Per me è una motivazione in più. E’ vero che siamo giovani in difesa ma abbiamo dimostrato di essere coesi e concentrati. E’ un motivo in più anche per il futuro: siamo giovani e possiamo migliorare e dare ancora di più. Senza comunque dimenticare che ci sono anche gli altri e non solo noi giovani.

In attacco il nuovo acquisto Pedro ha parlato di Champions come obiettivo minimo. La pensi anche tu così?
Pedro è un giocatore internazionale e ha un’esperienza incredibile. Le sue parole ci spronano a fare di più, per migliorare e arrivare più in alto possibile.

Quanto siete preoccupati per il crescere delle positività nel calcio italiano? E’ un tema che affrontate anche in spogliatoio?
Sì, ovviamente se ne parla tra compagni. Sono molto fiducioso di tutte le misure che stiamo prendendo sia qui a Trigoria che a Verona dove ero prima. Siamo fiduciosi e non siamo preoccupati.

Hai detto che Smalling è stato il difensore che hai più guardato nello scorso anno. Quanto sarebbe importante averlo come compagno ora?
Smalling non lo scopro io. Ha una carriera alle spalle piena di vittorie e successi. Penso solo ai miei compagni che ho ora, quelli di reparto. Mi concentro con loro per migliorare la nostra coesione partita dopo partita.

Il tuo procuratore ci ha raccontato che la trattativa è stata velocissima.  Qual è la prima cosa che hai pensato quando hai sentito che saresti andato alla Roma? E’ stato difficile lasciare Verona?
E’ stata una cosa veramente velocissima, ero molto emozionato. Quando la Roma ha chiamato non ho esitato: per la società, per la città e per i tifosi. E’ stato facile scegliere in così poco tempo. Lasciare il Verona sicuramente è stato un po’ difficile, sono nato e cresciuto lì ed è dove ho fatto il salto di qualità.

Quanto sei stato vicino alla Lazio e quanto sei felice che alla fine ti abbia preso la Roma?
Si è parlato tanto di molte società su di me. Quando mi ha chiamato la Roma non ho esitato e sono super felice di essere qui.

Sei un destro che ha giocato spesso nel centro-sinistra nella difesa a tre. E’ la tua posizione ideale o ti trovi meglio al centro?
Non ho un ruolo preferito, posso giocare ovunque nella difesa. Ovunque il mister mi metta io gioco, posso farlo sia al centro-sinistra, centro-destra o centrale.

Dopo il Verona, che tipo di differenze vedi dall’interno tra Juric e Fonseca, sia a livello caratteriale che a livello tattico?
Penso che la differenza tra loro due principalmente è tattica. Con Juric si marca a uomo e si gioca così, con Fonseca la difesa è a reparto. Si difende tutti insieme.

Di te sono state descritte le doti messe in mostra a Verona, in cosa pensi di dover migliorare?
Secondo me bisogna migliorare sempre e in tutto. Sicuramente penso di dover migliorare di più sul piede debole e nell’impostazione.

Il tuo esordio è stato particolare, con la Juve all’Olimpico. Che emozioni hai provato?
Sicuramente ero felicissimo per il debutto. Giocare contro la Juve all’Olimpico è stato un debutto veramente emozionante. C’è anche però un pizzico di rammarico per non aver preso i tre punti. Meritavamo di vincere quella partita.