PRIMA PAGINA ReteSport: Smalling-Roma ultimo atto. Ryan guiderà il club da vicepresidente. Intreccio punte

RASSEGNA STAMPA

PRIMA PAGINA RS - 6 giorni al termine del mercato, 6 giorni per definire le ultime strategie, tra tormentoni, opportunità e intrecci. Chris Smalling vuole la Roma e attende - di fatto - con le valigie in mano di imbarcarsi da Manchester per Fiumicino. Ieri è partita l'ultima offensiva giallorossa per il centrale britannico con una nuova offerta da 15 milioni complessivi. Al momento Smalling non ha accettato le lusinghe di altri club e farà ulteriori pressioni oggi sui dirigenti dello United per concludere questa telenovela con il tanto agognato lieto fine.

Dalla retroguardia all'attacco, la situazione è decisamente più nebulosa: il Real blocca Mayoral, offre Jovic che vorrebbe però restare a Madrid e che strizza l'occhio al Manchester. La Roma rischia di rimanere nuovamente incastrata in un rebus difficile da risolvere. Sullo sfondo Kalinic attende a Madrid, sponda Atletico una nuova chiamata giallorossa: il croato ha rifiutato più volte il trasferimento al Besiktas, sperando in una nuova telefonata di Fonseca.

Ryan Friedkin da ieri è il nuovo vicepresidente del Cda dell'As Roma e di fatto ha sostituito Baldissoni (che ha rescisso con la Roma due giorni fa) nel ruolo di coordinatore del club a 360 gradi. Ryan guiderà la Roma e rappresenterà la proprietà nella capitale, stile Steven Zhang nell'Inter.

In ultimo uno sguardo al 'caso Genoa' e la relativa positività di ben 12 tesserati al coronavirus. Oggi andrà in scena un consiglio straordinario di Lega per determinare l'eventuale rinvio di Genoa-Torino. La FIGC non ha ancora predisposto una norma chiara che regolamenti casi similari a quello accaduto alla società rossoblu. L'UEFA invece ha dato un'indicazione chiara: la partita si potrà giocare nel caso in cui le squadre abbiano almeno 13 giocatori disponibili, cioè non contagiati, da mandare in campo. Fra questi 13 ci deve essere assolutamente un portiere. La norma è particolarmente rigida anche perché particolarmente rigido è il calendario, stretto fra mille compatibilità necessarie, molto spesso con partite di andata e ritorno. Nel caso in cui non fosse possibile ricalendarizzare la partita con i controlli «a cura delle autorità locali», si arriverebbe allo 0-3 a tavolino per la squadra decimata.