La Roma 'americana' torna in Champions per invertire la rotta

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Sedici partite, due vittorie, sei pareggi e otto sconfitte; venti gol segnati, trentotto subiti. La Roma a stelle e strisce, formato Champions League, è creatura ben distante da quella approdata due volte ai quarti di finale nel 2006/07-2007/08 (sconfitta entrambe le volte dal Manchester United), ma decisa con mister Di Francesco a riprendersi il ruolo di protagonista. Dal 17 settembre 2014 al 23 agosto 2016 sono dodici i match giocati dalla formazione romanista nei due gironi di qualificazione (Rudi Garcia in panchina), un ottavo di finale (andata e ritorno, stagione 2015/16) contro il Real Madrid campione d'Europa e un doppio preliminare contro il Porto agli albori della scorsa stagione.

ESORDIO DA SOGNO, FINALE DA INCUBO - Il primo appuntamento europeo è da sogno per gli uomini di Garcia, tornati in Europa grazie alla stagione dei dieci successi consecutivi in campionato. Pokerissimo al CSKA Mosca con rete inaugurale dell'acquisto estivo per eccellenza - poi flop dell'anno - Juan Manuel Iturbe. Una doppietta di Gervinho, un gol di Maicon e un autogol avversario regalano a Pallotta l'esordio perfetto, salvo poi rivelarsi l'unica vittoria del girone condito da un bel pareggio a Manchester contro il City di Pellegrini (cucchiaio di Totti) ma da ripetute beffe finali contro il Bayern Monaco (1-7), a Mosca (pareggio dei russi allo scadere) e di nuovo all'Olimpico contro Aguero e compagni (0-2 finale).

ROMA AGLI OTTAVI, MA SOTTO I FISCHI - "La Grande Bellezza" di Totti e compagni, festeggiata contro la Lazio nel derby del secondo approdo consecutivo in Champions, porta Garcia a giocarsi ancora una volta la qualificazione agli ottavi di finale. Ci riesce - ultimo a farlo Luciano Spalletti, stagione 2008/09 - ma senza convincere: il traguardo viene infatti tagliato sotto i fischi dell'Olimpico, in un grottesco 0-0 dei giallorossi contro il modesto Bate Borisov. Come nel corso dell'annata precedente, nel tabellino finale del girone figura una sola vittoria contro il Bayer Leverkusen in casa (3-2), anch'essa fortemente sofferta. A mancare l'approdo ai quarti è poi Spalletti, subentrato all'esonerato Rudi e inerme di fronte la potenza del Real (doppio 2-0 al Bernabeu e nella Capitale).

Meno incolpevole è il tecnico toscano nel k.o. interno in casa con il Porto (0-3), dopo l'1-1 dell'andata. Le espulsioni di Emerson Palmieri prima e Daniele De Rossi poi danno il colpo di grazia all'attuale tecnico interista, non esente da responsabilità tecniche sull'undici di partenza. È l'ultimo match nell'Europa che conta per la squadra romanista, martedì chiamata a ripercorrere il dato della stagione '14/'15: vincere all'esordio in casa, stavolta contro la corazzata spagnola di Diego Simeone. L'Atletico Madrid, reduce dal pareggio con il Valencia in Liga, ha raggiunto due volte la finale e una volta la semifinale negli ultimi quattro anni. Fame di rivalsa, seppur da punti di vista completamente opposti, non mancherà di certo nell'appuntamento di martedì sera, Stadio Olimpico, alle ore 20.45.

Riccardo Cotumaccio