Juventus-Roma, Buffon vs Zaniolo: la leggenda contro il futuro

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Matteo Corona

Quando Gianluigi Buffon esordisce in Serie A (il 23 dicembre 1995 contro il Milan), Nicolò Zaniolo non è ancora nato. Quando il portiere della Juventus alza i suoi primi trofei - su tutti la Coppa UEFA con il Parma - il 22 dei giallorossi non ha nemmeno tre mesi di vita.  Ecco, partendo da queste premesse, anche se non conta più nulla ai fini della classifica, Juve-Roma acquista contorni e sfumature affascinanti, quasi romanzesche. Infatti, si troveranno da avversari dentro il rettangolo verde per la prima volta in carriera (dovrebbero partire entrambi titolari), la leggenda contro il futuro, l’esperienza contro la spensieratezza: Buffon contro Zaniolo. Pensate, il giovane romanista prima debutta in Champions League e poi in A, competizione nella quale il portiere, quest’anno, è diventato il calciatore con più presenze nella storia. Il 9 luglio 2006, l’ex numero uno della Nazionale alza al cielo la Coppa del Mondo, una settimana prima l’ex viola compie sette anni, l’età in cui si guarda innamorati e in maniera amplificata quello che ti appassiona. Ventuno anni di differenza tra i due, ma d’altronde entrambi sono abituati a giocare contro gente più giovane in un caso e più longeva nell’altro. Dopo la rottura del crociato, a gennaio, in mixed zone, Buffon aveva voluto lanciare un messaggio a Zaniolo, facendogli sentire la sua vicinanza anche per il rientro in azzurro. 

A proposito di Italia, entrambi hanno calcato il campo per la prima volta con la maglia azzurra a 19 anni. Ecco, al di là dei gusti personali, del tifo e delle varie simpatie è fuori discussione che Buffon abbia segnato un’epoca per tutti gli italiani, regalandoci momenti indelebili, ma è altrettanto vero che Zaniolo rappresenta un patrimonio da preservare, custodire e valorizzare, soprattutto per tornare a essere incisivi in un settore del campo dove, negli ultimi anni, abbiamo mostrato lacune evidenti. Così lontani, così vicini: il classe '78 nasce a Carrara, il '99 a Massa, pochi chilometri di distanza, stessa terra, stesso carattere e stessa voglia di spaccare il mondo fin da subito. Entrambi prendono la vita di petto senza pensare, o meglio pensando in maniera “sanamente folle”, per spingersi oltre i propri i limiti: uno per continuare a essere leggenda tra i pali, l’altro per far sognare con le sue prodezze. Di certo la volontà e la determinazione non manca a nessuno dei due. Segnare a Gigi anche a 42 anni, rimane un privilegio concesso a pochi, trafiggere uno dei portieri più forti di sempre - se non il - è motivo d’orgoglio. Chissà alla fine come sarà l’epilogo ma, al di là di tutto, ci piace immaginare, a fine partita, i due avvicinarsi e scambiarsi “quattro chiacchiere”, per fornirsi reciprocamente delle dosi di saggezza e spensieratezza che non fanno mai male se mischiate al punto giusto.