Zaniolo, dalla fiaba alla promessa: “Roma, io resto”

RASSEGNA STAMPA

(La Gazzetta dello Sport - M. Cecchini) - Nicolò Zaniolo, per la Roma, rappresenta quello che Achille era per i Greci durante la Guerra di Troia. Quando l’eroe era lontano, gli assedianti venivano ricacciati verso le loro navi,quando invece ritornava ad impugnare lancia e scudo, lo scontro si spostava sotto le mura della città. L’effetto Zaniolo, in fondo, è anche questo: la capacità d’infondere morale. E se l’obiettivo Champions è un sogno evaporato, c’è ancora una Europa League da giocare, e lì il nuovo Achille potrebbe essere decisivo per ribaltare l’inerzia dei pronostici.

Sono ancora al 60-65% – ha spiegato Zaniolo a fine gara – e ho ancora un po’ di timore quando faccio i cambi di direzione, ma col tempo passerà. Io non mi pongo obiettivi. Certo, spero di essere tornato al meglio quando si giocherà l’Europa League“.

Nonostante la corte serrata di Juve, Inter e diversi club europei, la Roma ha promesso che Zaniolo non si vende, per la soddisfazione di Nicolò, che ai dirigenti ha detto: “Voglio restare“, sapendo che comunque c’è il desiderio di avere presto un contratto da top.

Per la Roma, una scelta di cuore e anche di testa, visto che nel calcio post-Covid sarebbe difficile cedere Nicolò a più di 40 milioni (più bonus), mentre (almeno) un altro anno in giallorosso consentirebbe di fare aste sulla base di 60-70 milioni. Non solo. Se poi si materializzerà il cambio di proprietà, con l’arrivo di Dan Friedkin (o cloni) è possibile che davvero Zaniolo possa diventare il volto bello della Roma che verrà.