Roma nella bufera, Fonseca si scopre sotto esame

RASSEGNA STAMPA

(La Gazzetta dello Sport - M. Cecchini) - Non è la fine di un Grande Amore, ma di sicuro – dopo la crisi che sta attraversando la Roma in questi giorni – il rapporto non sarà più lo stesso. Perché no, forse potrebbe anche essere migliore, ma Paulo Fonseca, per la prima volta da quando ha cominciato la sua avventura giallorossa, è davvero sotto esame. E non è detto che ne esca indenne, soprattutto se la squadra non dimostrerà – con i fatti e non a parole – di essere totalmente dalla sua parte.

La Roma era stata costruita per provare ad entrare in zona Champions e, magari, riuscire a vincere un trofeo.  Ora i giallorossi hanno un punto in più rispetto alla scorsa, dura stagione, e con questi risultati sia Di Francesco che Ranieri avevano la valigia in mano, nonostante la loro media punti fosse superiore a quella del portoghese, che negli anni della Roma americana ha fatto meglio solo di Luis Enrique e Zeman, salutati senza rimpianti.

A favore di Fonseca, però, giocano una serie di fattori. Il presidente Pallotta crede che la maggior parte della responsabilità sia della squadra, che non segue Fonseca. Eppure, pare che i giocatori non abbiano affatto scaricato l’allenatore. Anzi, all’a.d. Fienga hanno assicurato di essere con lui. Ciò non toglie, però, che dei nodi stiano venendo al pettine. Ieri infatti, c’è stato un faccia a faccia fra Fonseca e la squadra, che è stato il seguito di un vertice notturno tra Fienga e lo stesso portoghese. E questi ne sono stati gli esiti. Il club non crede che la questione societaria (Pallotta intenzionato a vendere, Friedkin alla finestra e nuovi nomi alle porte, anche se la società smentisce Arison, proprietario dei Miami Heat) influisca sul rendimento. A Fonseca – che alla critica è parso in confusione – è stato ricordato come la rosa sia di qualità (e con un monte ingaggi da oltre 160 milioni lordi), come sul mercato sia stato accontentato sull’arrivo di Pedro, sulla conferma di Mkhitaryan e si lavori su quella di Smalling, ma che stia a lui trovare dei correttivi, motivando i calciatori e studiando accorgimenti tattici diversi.

Un finale di stagione che metta a repentaglio anche il 5° posto o facesse fare brutta figura in Europa League non sarebbe gradito, pur dando al portoghese la scusante dell’imperfetta conoscenza del calcio italiano. Per questo, anche un k.o. a Napoli non porterebbe a un esonero, ma a fine stagione senz’altro si farà un bilancio, anche se a nessuno sfugge come, se il portoghese è l’8° tecnico in 9 anni, ci deve essere a monte qualcosa che non funziona.

Così ieri Fonseca si è confrontato con i giocatori, che gli hanno evidenziato come si sentano privi di energie, segno di una preparazione imperfetta. Lo staff tecnico, però, fa presente che tanto è dovuto agli interventi dell’uomo di Pallotta, Ed Lippie, che ha voce in capitolo sul lavoro fisico, segno di una sovrapposizione di ruoli che non giova a nessuno.