Spadafora: “Possibilità sempre più stretta che si riparta. Presidenti pensino alla prossima stagione”

NEWS

Il calcio per il momento non riparte. Lo scontro tra governo e Lega continua dopo lo spostamento del via libera agli allenamenti al 18 maggio. Il ministro dello Sport Spadafora ha parlato a La 7 per esprimere la sua posizione.

Cosa accadrà al nostro campionato?
Sono in corso i contatti tra il comitato tecnico-scientifico e la Figc che aveva presentato un protocollo ritenuto non sufficiente. Io ho però sempre detto che la ripresa degli allenamenti non significa ripresa del campionato.

Si rischia lo stop?
Vedo la ripresa del campionato come possibilità sempre più stretta. I giocatori devono riprendere giustamente gli allenamenti. Se fossi nei presidenti penserei a riprendere in sicurezza il nuovo campionato. La Francia non sarà l’ultima a decidere per lo stop e questo potrebbe indurre l’Italia a fare lo stesso ragionamento.

Lotito ha detto che così facendo troveremo i giocatori ad allenarsi a Villa Borghese…
Spero ci fosse un pizzico d’ironia da parte di Lotito. Non potevamo riaprire lo sport per tutti. Il comitato tecnico-scientifico ci ha detto di ricominciare contingentando i numeri, abbiamo dovuto fare delle scelte. Tornano ad allenarsi poche migliaia di persone. Il protocollo presentato dal calcio non era sufficiente. Comincio a percepire che potrebbe esserci una sorpresa nei prossimi giorni, ossia che i presidenti ci chiedano di fermarci e prepararci per il prossimo campionato.

Si rischia di spostare il problema più in avanti?
Non cerco di ripartire a rischio zero, perché nessuno di quelli che ripartono ora hanno rischio zero. Ho chiesto che il protocollo proposto sia attuabile. Siamo sicuri che sia possibile fare tutti i tamponi che ci hanno proposto? E’ un protocollo applicabile per la Serie A o anche per la Serie B e C che non hanno le risorse? Sarei un folle a demonizzare il calcio che finanzia gli altri sport, ma non si deve avere fretta. Non posso dire oggi se a metà giugno si tornerà in campo. In Inghilterra stanno pensando a un piano B. Oggi alcuni pensano solo alla questione economica. Io aiuterò le società in difficoltà ma se non si potrà ripartire in sicurezza anche la Serie A dovrà fermarsi.

Sul Dpcm a scadenza ridotta.
Il comitato tecnico-scientifico ha chiesto che il Dpcm avesse scadenza limitata per poter valutare gli sviluppi. Tre o quattro presidenti non se ne rendono conto ed è assurdo. Il campionato se riprenderà lo farà certamente a porte chiuse, ma il calcio non sono i giocatori che vanno in campo, ma tutti quelli che gravitano intorno. Dobbiamo dare la sicurezza anche nel loro interesse. L’ultima volta che non ci si è voluti fermare alcune squadre sono dovute andare in quarantena.

Sul piano B.
E’ quello che consiglio di fare alla Lega. Le soluzioni possono essere tante.

Quando si avrà una parola definitiva?
Al massimo entro questa settimana il comitato tecnico-scientifico ci dirà se il protocollo è attuabile o meno e quindi se le squadre possono riprendere gli allenamenti. Sulla ripresa a giugno lo diremo quando avremo i dati sulla curva dei contagi. E’ inutile che si scriva al presidente Conte perché siamo nello stesso governo.