Quei quattro minuti di Totti diventati ormai una triste abitudine

RASSEGNA STAMPA

Colpisce il modo con cui viene ormai impiegato Totti. Che, intendiamoci, non ha il diritto di chiedere un posto da titolare e né di chiedere un impiego più ampio, ma ha sicuramente il diritto di essere rispettato, evitandogli magari quei tre-quattro-cinque minuti a cui è ormai abbonato. È successo a Bologna, scrive Il Corriere dello Sport (A. Vocalelli), nei due derby che hanno sancito l’eliminazione in Coppa Italia, è successo col Lione. E visto che non lo fa lui, lo diciamo noi: ma se si pensava che stavolta potesse far qualcosa di buono, non era meglio farlo entrare, assieme a El Shaarawy, a un quarto d’ora dalla fine? Pensare che la situazione, così malinconica, si è addirittura acuita da quando Spalletti – all’epoca ancora orgogliosamente in corsa su tre fronti – disse che avrebbe firmato solo se fosse rimasto Totti. Anche su quello, forse, la società si sarebbe potuta esprimere, ricordando cosa è Totti per la storia della Roma.

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