La Roma è in alto Mahrez. Di Francesco, allarme in difesa

RASSEGNA STAMPA

Nonostante Mahrez abbia dichiarato di esser disposto ad attendere tutto il mese, quella appena iniziata sarà la settimana decisiva per capire se l'algerino approderà o meno alla Roma. Il rilancio giallorosso a 35 milioni sommato alle parole del calciatore non hanno prodotto effetti. Nel tardo pomeriggio di ieri si legge da Il Messaggero, sponda Leicester, l'ultima offerta della Roma off record è stata bollata come «non ancora accettabile». Una posizione netta, senza possibilità di fraintendimenti che però a Trigoria non ha trovato conferma: «A noi, non risulta nulla», il commento lapidario. Al netto di dove alberghi la verità, lo scenario che si sta profilando è a dir poco singolare. C'è un calciatore che vuole andare via (e lo ha detto due volte pubblicamente, menzionando nelle ultime dichiarazioni la destinazione scelta), una squadra che è pronta a spendere 35 milioni e una piazza, quella del Leicester, che nell'ultima amichevole contro il Borussia Monchgladbach ha fischiato il giocatore. Messa così, l'epilogo sembra scontato. Non sono stati fatti però i conti con la ricchissima proprietà del club inglese, scevra dalle dinamiche locali (i proprietari sono thailandesi), che ha fissato un prezzo (40 milioni di sterline, dunque 44 milioni di euro) sotto il quale non vuole scendere. Dopo il pessimismo della scorsa settimana, l'accelerazione tra venerdì e sabato aveva cambiato radicalmente gli umori. Ora il no, fatto trapelare volutamente a livello mediatico, riporta tutti con i piedi a terra.

Spesso, quando non c'è Mahrez (o chi per lui) a tenere banco, il discorso finisce sulla difesa. Purtroppo distrattamente e anche con un minimo di snobismo. Si dice che, anche avendo ascoltato Di Francesco a Pinzolo, manca un centrale lì dietro. Non è così. Nella Roma scrive Il Messaggero, per vedere la rosa davvero completa, serve per quel ruolo un titolare. E, scusate l'insistenza, è un'altra cosa. Il vuoto è da colmare, perché gli scudetti in Italia si vincono prendendo meno gol delle rivali. Basta dare una sbirciata in Casa Juve, dove senza Bonucci, si balla anche quando nessuno ne avrebbe voglia. Il vuoto a Trigoria è da colmare e non certo con il primo sprovveduto che passa sul Grande Raccordo Anulare, scende alla stazione Termini o sbarca a Fiumicino. Senza fretta, va individuato e preso il giocatore che possa far coppia con Manolas. E senza andare per tentativi, come è stato costretto fin qui l'allenatore giallorosso. Di tempo ce n'è, anche se poi l'inizio di campionato è comunque vicino, due settimane esatte alla trasferta di Bergamo per sfidare l'Atalanta di Gasperini. Di Francesco si sta sforzando a scegliere il tandem giusto da piazzare al centro della difesa. Finora, però, ha raccolto poco. Non sa ancora quale sarà la linea titolare e soprattutto vede che l'addestramento del reparto è da approfondire. I singoli sono quelli che abbiamo visto nelle tre partite della International Champions Cup. Manolas, negli States, si è fatto male durante la seconda partita contro il Tottenham, il mancino Moreno ha giocato la prima gara, contro il Psg, da terzino, Juan Jesus, l'altro mancino tra i 4 centrali, ha scoperto di essere il punto fermo in mezzo. Dopo Manolas, ha avuto sempre l'affiancamento di Fazio. Come se non bastasse, il nuovo tecnico sa che almeno per altri due mesi avrà solo due terzini a disposizione: a destra Bruno Peres, sul quale dentro e fuori Trigoria nessuno avrebbe puntato un centesimo per il rendimento scadente nella scorsa stagione, e Kolarov, appena sbarcato nella Capitale dalla Premier. Toccherà a loro cominciare la stagione sia in campionato che in Champions. E chissà per quanto resteranno unici. Perché i titolari Karsdorp ed Emerson rimarranno fuori ancora a lungo: il primo almeno fino a ottobre, l'altro non si sa se ce la farà per novembre. E' vero che Florenzi sta meglio, ma dopo la ricaduta nessuno vuole affrettare il suo ritorno in campo. Ogni altra soluzione, Moreno (o Juan Jesus, mai provato però finora da esterno) a sinistra e Kolarov al centro, è sconsigliata proprio da Di Francesco. Che, come ha chiarito in pubblico, vuole specialisti per ogni ruolo. Non adattati.

Dopo i pareri, favorevoli ma con innumerevoli prescrizioni, consegnati dal Campidoglio e dalla Città Metropolitana agli uffici della Regione Lazio, ora si attende anche la consegna del parere dello Stato. Quello della Regione stessa dovrebbe già essere arrivato e, anch’esso, andrebbe nella direzione della convocazione di una nuova Conferenza di Servizi decisoria che stimano possa durare solo poche sedute, tre o quattro al massimo, e quindi in un paio di mesi concedere il via libera. Si legge su Il Tempo.

Carlo Ancelotti, allenatore del Bayer Monaco che ha da poco vinto la Supercoppa di Germania,  ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, dove ha parlato della Roma di Di Francesco: "Faccio un po’ fatica a decifrarla: ha cambiato allenatore, Di Francesco lo seguo da tempo e trovo che abbia fatto molto bene con il Sassuolo. La perdita di Salah credo che si farà sentire. E poi ci sarà da vedere come sarà il primo anno senza un monumento come Totti nello spogliatoio. È un aspetto da considerare, il capitano era un punto di riferimento: ora chi lo sostituisce?"

Stephan El Shaarawy e la Roma hanno stabilito un piano di recupero. Il Faraone non parteciperà al tour spagnolo dei giallorossi dove affronteranno Siviglia e Celta Vigo. L'attaccante rimarrà a Roma per mettersi in pari coi compagni dal punto di vista atletico, per essere in gruppo per la prima partita di campionato.  Lo scrive La Gazzetta dello Sport.