[ESCLUSIVA] - Pizarro: "La Roma è bipolare, qualcosa dopo le feste si è rotto nel gioco"

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David Pizarro, fulcro del centrocampo della Roma dal 2006 al 2012, è intervenuto ai microfoni di ReteSport, soffermadosi tra le altre cose sulla Roma, l'addio di Totti e De Rossi e Spalletti. Ecco le sue parole: 

LA ROMA ATTUALE - "Sicuramente il più dispiaciuto sarà l'allenatore, dopo le feste abbiamo trovato un'altra Roma. Qualcosa si è rotto nel gioco, lo ha detto anche Edin l'altro giorno che non sono degni della serie A. Questa situazione preoccupa perché l'obiettivo è ancora lì. L'Atalanta è una buona squadra, mentre la Roma è bipolare. Con la Lazio e con il Sassuolo due partite diverse. Sono contento che Dzeko sia rimasto, lui è metà squadra al momento. L'assenza di Zaniolo si sente". 

INFORTUNI - "Il problema della Roma sono gli infortuni, una domanda se la devono fare. Negli ultimi mesi più di 20 stiramenti sono troppi".

UNDER - È un giocatore che ancora non si è affermato, le qualità ce l'ha. La domanda però è, fino a quando ti dobbiamo aspettare? 

SU SPALLETTI - "Io ho conosciuto Spalletti ad Udine e già dava le capocciate al muro (ride), io mi dicevo 'ma saranno tutti così'. Con Spalletti ho lavorato 7 anni. È un allenatore importante, soprattutto in coppia con Andreazzoli. Soprattutto per il modo con il quale preparavano le partite".

SULLA ROMA - "Io voglio un gran bene alla Roma, l'ho conosciuta nel 2001 e uno dei miei obiettivi è sempre stato quello di diventare un suo giocatore. Mi dispiace per quello che è successo con Totti e De Rossi per quello che significa la Roma per loro"

IL CONFRONTO - "Del Napoli si può dire tutto, ma i giocatori forti in questi anni li ha tenuti. La Roma no. E questo è un peccato. In Italia è fondamentale difendere, Eriksen avrà qualche problema secondo me. Almeno all'inizio"

IL RIMPIANTO E I CAPITANI - "Le differenze tra Totti e De Rossi capitani? Entrambi grandi, per Totti bastava la presenza, Daniele parlava di più... Per me sono stati grandissimi. Il più gran rimpianto è stato Menez ci poteva far vincere le partite da solo. È stato un dispiacere per me, volevo e potevo aiutarlo di più. Lui è stato uno di quei giocatori che ce l'aveva sempre con il mondo".

IL TRASFERIMENTO ALLA ROMA - "Io non potevo trasferirmi direttamente dall'Udinese alla Roma, perché Spalletti non si era lasciato bene con Pozzo. Quindi sono dovuto prima pssare per l'Inter e solo successivamente alla Roma".

MANCINI E IL PERIODO DI FIRENZE - "Il modo di gestire di Mancini fa la differenza e al City questo ha fatto, anche perché con tutti quei campioni. A Firenze ci siamo divertiti, con Montella allenatore e Aquiliani in campo. Vincenzo forse ha sbagliato a fare certe scelte successivamente".