ESCLUSIVA - Tovalieri: "La Roma merita di lottare sempre, solo chi ha indossato questa maglia sa quanto è importante”

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Sandro Tovalieri, ex attaccante della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport.

Su Dino Viola…
“Dino Viola era una papà per noi. Lo porto nel cuore, perché avendo fatto tutte le trafile nella Roma ho avuto un rapporto bellissimo con lui. Mi lega un rapporto di stima e di affetto con lui, lo abbraccio molto calorosamente. E’ una figura che manca alla Roma. La Roma come squadra, tifoseria e città merita di lottare tutti gli anni per obiettivi importanti”.

Sull’importanza della maglia giallorossa
“Solo chi ha indossato questa maglietta può capire cosa significa. A 16 anni nel 1982/1983 ho fatto una presenza nella Roma dello scudetto, per me è stata un’emozione incredibile”.

I ricordi della sua esperienza a Roma
“Roma-Lecce del 1986 è stata una partita maledetta. Il Lecce giocò alla morte, nonostante fosse già retrocessa. Siamo stati sfortunati, avremmo potuto vincere lo scudetto. È stata una delle più belle Roma di sempre, meritavamo di vincere. Con la Roma ho vinto un torneo di Viareggio e una Coppa Italia, mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Mi è mancato solo lo scudetto”.

Cosa ne pensa della Roma di Fonseca?
“Fonseca mi piace, è un ottimo allenatore. Ha riportato delle regole nello spogliatoio, questo è molto importante. È stato bravo a creare un bel rapporto con la squadra. La Roma ha una rosa forte. Peccato per le ultime due sconfitte in campionato, soprattutto quella col Torino pesa molto. Con tre punti in più saresti stato sopra l’Atalanta. Prendiamo gol con troppa ingenuità”.

Sugli obiettivi dei giallorossi in questa stagione
“La Roma quest’anno può fare bene. L’importante è arrivare in Champions. Credo che l’unica avversario credibile sia l’Atalanta in questo momento. I nerazzurri stanno facendo molto bene negli ultimi anni, non sarà semplice arrivargli davanti. Ci manca forse qualche riserva per far rifiatare i titolari, soprattutto visti i tanti infortuni”.

Da attaccante, cose ne pensi del reparto offensivo della Roma?
“L’attacco della Roma è forte, ma manca un po’ di cattiveria in fase realizzativa. Dzeko non è implacabile sotto porta come i grandi bomber. In più non ha un’alternativa all’altezza. Va detto però che gli attaccanti non risolvono le partite da soli, serve sempre un gioco che li supporti”.

Quali sono i giocatori più forti con cui hai giocato?
“Giocare vicino a Bruno Conti è stato qualcosa di spettacolare. Mi ricordo anche della forza di Cerezo, Pruzzo e Protti. E poi a Genova ho giocato con Veron, un giocatore incredibile. Sapeva metterti la palla esattamente dove volevi”.